Quattro giovani amici coinvolti nella tragedia di Crans Montana
Quattro studenti sedicenni della terza D del liceo Virgilio di Milano si trovavano a Crans Montana per festeggiare il Capodanno quando la tragedia ha colpito. Sofia Prosperi, Francesca Nota, Leonardo Bove e Kean Kaizer Talingdan erano insieme in quella vacanza che si è trasformata in un dramma di gravissime proporzioni.
Ricoveri e trasferimenti tra Italia e Svizzera
Sofia è arrivata all’Ospedale Niguarda di Milano con un elicottero del 118 valdostano intorno alle 14:30 del primo gennaio, seguita poco dopo dalla sua amica Francesca, trasferita dall’ospedale di Zurigo. L’evacuazione è stata possibile grazie alla riapertura anticipata del ponte aereo, deciso dopo che inizialmente i cinque feriti italiani considerati «non trasportabili» erano rimasti in Svizzera.
Il bilancio dell’incendio nel locale di Crans Montana è stato pesantissimo: 40 morti e 121 ustionati, in un Paese con una sola burn unit specializzata a Zurigo. Tra i nove italiani ricoverati al Niguarda, Sofia e Francesca hanno riportato ustioni sul 50 e 40 per cento del corpo, risultando i casi più gravi.
La comunità scolastica e il sostegno psicologico
I quattro ragazzi frequentano la stessa classe e avevano scelto di trascorrere il Capodanno insieme nella casa di famiglia di Francesca a Crans Montana. Alla ripresa delle lezioni, l’istituto ha annunciato l’attivazione di un supporto psicologico per studenti, genitori e insegnanti, per affrontare il trauma collettivo.
Situazioni diverse per i protagonisti della tragedia
Altri due compagni di classe avevano previsto di unirsi al gruppo per il Capodanno, ma hanno rinunciato all’ultimo momento per un’indisposizione, evitando così il coinvolgimento nell’incidente. Nel frattempo, le famiglie di Leonardo e Kean sono ancora in attesa di conferme definitive. Leonardo, calciatore under 17, risulta tra i feriti, mentre Kean è uno dei due italiani ricoverati a Zurigo ancora in fase di identificazione tramite analisi del DNA.
Identificazione e condizioni dei pazienti
Per confermare l’identità dei due ragazzi ricoverati a Zurigo, è stato necessario prelevare il DNA dai genitori, una procedura dolorosa e inevitabile in situazioni di emergenza come questa. L’assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso, ha spiegato che i feriti sono sedati, intubati e con il volto coperto da bendaggi per proteggere le ustioni, rendendo impossibile qualunque comunicazione diretta.
Impegno continuo degli ospedali e prospettive
Il Niguarda si prepara a una lunga e impegnativa fase di cura. Le sale operatorie lavoreranno senza interruzioni durante il weekend per gli interventi urgenti. La burn unit, tra le più grandi d’Europa, sarà ampliata oltre i 16 letti attivi per accogliere altri pazienti, inclusi cittadini svizzeri per i quali la Confederazione ha richiesto supporto. Infine, sono previsti ulteriori trasferimenti di feriti italiani, tra cui Kean, individuati dalla task force del Niguarda.