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“Cacciatela via”. Sanremo 2026, bufera politica su Laura Pausini come co-conduttrice. Cosa sta succedendo

Manca ormai meno di un mese all’inizio della prossima edizione del Festival di Sanremo 2026, e l’attesa cresce insieme alle prime controversie. Tra le voci che si stanno facendo sentire forte emerge quella legata alla presenza di Laura Pausini sul palco dell’Ariston, scelta che ha scatenato un acceso dibattito mediatico e sociale.

La direzione artistica, affidata a Carlo Conti, punta a un’edizione che sappia coniugare sicurezza e ambizione. Tuttavia, alcune decisioni hanno già diviso il pubblico, soprattutto sui social network, dove ogni mossa viene interpretata in chiave politica o ideologica, alimentando una discussione spesso più emotiva che razionale.

Teatro Ariston, sede del Festival di Sanremo

Laura Pausini al centro delle critiche social

Una parte del pubblico digitale ha puntato il dito contro Laura Pausini, criticandone la scelta di esibirsi all’Ariston. Secondo alcune fonti, come riportato da Libero Quotidiano.it, la cantante sarebbe finita nel mirino di hater che usano la musica come terreno di scontro politico. Il recente rilascio da parte di Pausini di una cover in italiano e francese di “Due vite”, il brano con cui Marco Mengoni ha trionfato nel Festival 2023, ha intensificato la polemica.

Carlo Conti, conduttore del Festival di Sanremo 2026

La riproposizione del brano, intitolata “La Dernière chanson” nella versione italo-francese, ha suscitato malumori soprattutto perché considerata troppo recente per essere reinterpretata. Al duetto parteciperebbe Lieb, finalista del talent francese Star Academy, dettaglio che non ha alleviato le critiche ma anzi ha alimentato ulteriori domande e polemiche.

Laura Pausini in una recente esibizione

Interventi a difesa e nuovi commenti

Tra i sostenitori di Laura Pausini si è fatto sentire anche Fiorello, che ha sottolineato come le cover rappresentino un omaggio e un riconoscimento verso brani storici. “Le canzoni sono di tutti”, ha affermato, aggiungendo che anche Marco Mengoni avrà probabilmente apprezzato il gesto. Nonostante questa difesa autorevole, la cosiddetta “shitstorm” sui social media non si è placata.

Nel dibattito è intervenuta anche la giornalista Selvaggia Lucarelli, che ha ricordato il precedente del 2022, quando la stessa Pausini aveva rifiutato di cantare “Bella ciao” per motivi legati alla politicizzazione del brano. Questo episodio ha contribuito ad alimentare la narrazione di una presunta “telemelonismo” applicata alla musica popolare.

Una carriera di successi internazionale

Nonostante le polemiche, la carriera di Laura Pausini è costellata di riconoscimenti prestigiosi, tra cui un Grammy Award, cinque Grammy Latino e un Golden Globe per il brano “Io sì”, sigla del film La vita davanti a sé con Sofia Loren. Questi successi rendono difficile comprendere come la sua presenza a Sanremo possa essere oggetto di controversie politiche, se non come parte di un più ampio scontro ideologico.

Laura Pausini continua a dedicarsi alla musica che parla di amore, ricordi e famiglia, evitando posizioni politiche esplicite. Il suo legame con il pubblico resta forte e spontaneo, come dimostra il suo modo ironico di affrontare la popolarità, evocando uno stile di star autentiche e radicate nella cultura popolare italiana.