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“Non era malata ma…”. Maria Rita Parsi, la rivelazione shock

Maria Rita Parsi ritratto

La morte improvvisa di Maria Rita Parsi, avvenuta il 2 febbraio a Roma all’età di 78 anni, ha suscitato profonda commozione nel mondo della psicologia e tra i suoi numerosi sostenitori. Nonostante non fossero note patologie pregresse, come confermato da fonti vicine, la sua scomparsa ha lasciato un senso di vuoto e riflessione sull’importanza del suo lavoro dedicato ai bambini e agli adolescenti.

La notizia ha trovato eco sui principali media italiani, dove colleghi e amici hanno ricordato la vitalità e l’instancabile impegno di Parsi fino agli ultimi giorni. La sua figura, riconosciuta per competenza e dedizione, ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale nella tutela dei diritti dei minori.

Ricordi e testimonianze dal mondo mediatico

Tra le testimonianze più significative, Vladimir Luxuria ha raccontato all’Ansa di averla incontrata pochi giorni prima: “Si sentiva bene, sebbene avesse un dolore alla gamba, e aveva intenzione di rivolgersi a un medico”.

Maria Rita Parsi in televisione

La conduttrice Eleonora Daniele, intervenuta a Storie italiane, ha sottolineato la sorpresa per la scomparsa, ricordando le abitudini quotidiane della collega e la sua apparente buona salute. Anche Caterina Balivo ha evidenziato il contributo gratuito e costante di Parsi in favore dell’infanzia, definendola una persona unica e instancabile.

Il cordoglio si è esteso anche ai programmi di informazione, con parole di stima da parte di Francesco Vecchi e Federica Panicucci, che hanno sottolineato la perdita di una professionista dedita ai più fragili.

Chi era Maria Rita Parsi: un profilo professionale

Maria Rita Parsi è stata una figura di rilievo nella psicologia italiana, con un’attività che ha spaziato dalla psicoterapia alla saggistica. Docente universitaria e autrice di oltre cento opere, ha ricoperto ruoli istituzionali come membro dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e del Comitato ONU sui diritti del fanciullo.

Nel 1986 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2005 ha fondato il Movimento Bambino, associazione no profit impegnata nella tutela dei minorenni e nel contrasto agli abusi, promuovendo anche iniziative come la Carta di Alba del 2006, che evidenziava i pericoli del web per i più giovani.

Tra le sue innovazioni, la metodologia della Psicoanimazione, applicata in ambito sociale ed educativo. Il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi l’ha definita un punto di riferimento imprescindibile per la psicologia italiana e internazionale.

Maria Rita Parsi durante un intervento pubblico

Cordoglio istituzionale e lascito sociale

Il contributo di Parsi è stato riconosciuto anche da esponenti istituzionali come i ministri Giuseppe Valditara, Orazio Schillaci ed Eugenia Roccella, che hanno evidenziato il suo ruolo chiave nella difesa dei diritti dei minori. La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa non solo per la comunità scientifica ma anche per l’intera società civile.

Maria Rita Parsi lascia un’eredità duratura, con un impegno costante verso la protezione dei più vulnerabili e la diffusione della cultura psicologica.