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“Se ne va”. Terremoto nel PD, lascia un pezzo da novanta: brutto colpo per Elly Schlein

Un fulmine a ciel sereno scuote il Partito Democratico: l’europarlamentare di spicco annuncia l’addio al Pd per approdare ad Azione, segnando una frattura che va ben oltre i confini nazionali. Un gesto che non è solo personale, ma che apre un doloroso scontro interno e un nuovo capitolo di incertezza per la sinistra italiana, con ripercussioni evidenti anche a Bruxelles.

La scelta sofferta di Elisabetta Gualmini

Secondo quanto riportato da Caffeina Magazine, Elisabetta Gualmini ha definito la sua decisione “sofferta ma convinta”, maturata dopo mesi di allontanamento dalla linea politica guidata da Elly Schlein. La deputata europea si prepara a unirsi al gruppo Renew Europe, quello dei liberali, con la formalizzazione prevista per lunedì prossimo a Bruxelles e il debutto ufficiale alla plenaria di metà marzo.

Questa mossa segna una perdita importante per il Pd, che vede ridursi il proprio gruppo nel Pse da 21 a 20 eurodeputati, pareggiando con la delegazione spagnola. Gualmini diventa così la prima italiana a entrare nel gruppo Renew, simbolo di un profondo dissenso che si consuma sotto gli occhi dell’Europa.

Elly Schlein in primo piano

Tensioni interne e visioni divergenti

Dietro la decisione di Gualmini si nasconde un malessere più ampio nell’area riformista del Pd. Negli ultimi mesi, le critiche verso la segreteria sono aumentate, accusata di restringere lo spazio alle posizioni moderate, in particolare durante il dibattito sul ddl contro l’antisemitismo. Questo ha alimentato la percezione di un partito sempre più identitario, meno inclusivo verso sensibilità diverse, segnando una frattura netta sulle fondamenta stesse dell’identità democratica.

addio pd gualmini

Il possibile addio di Graziano Delrio complica il quadro

In questo scenario si inserisce un altro nome pesante: Graziano Delrio. L’ex ministro dei Trasporti, storico esponente dell’area cattolico-democratica, sta riflettendo intensamente sul suo futuro politico. Secondo alcune indiscrezioni, Delrio ha recentemente partecipato a una cena a Roma con Matteo Renzi e mantiene solidi rapporti con Italia Viva, alimentando ipotesi su un possibile abbandono del Pd.

Se Delrio dovesse davvero lasciare, la crisi interna si aggraverebbe notevolmente, trasformando un malessere diffuso in una vera e propria emergenza politica per il Nazareno.

Graziano Delrio in primo piano

Fughe e tensioni tra Pd e Azione

Ma il fenomeno non riguarda solo il Pd. Anche all’interno di Azione si registrano tensioni, con il deputato Matteo Richetti in rotta con il leader Carlo Calenda. Richetti, che ha assunto posizioni vicine al sindaco Pd di Modena Massimo Mezzetti e al presidente della provincia Fabio Braglia, critica la deriva a destra del partito e si oppone alla linea nazionale, creando un intreccio politico complesso e imprevedibile sul territorio.

Questi movimenti disegnano un sistema di vasi comunicanti tra centro e centrosinistra, in cui le identità politiche perdono la loro solidità storica, aprendo una fase di instabilità e incertezza per entrambi gli schieramenti.

Un bivio per il Partito Democratico

Di fronte a questa situazione, il Pd si trova a un bivio cruciale: consolidare una linea politica più netta, correndo il rischio di nuove defezioni, oppure aprire un processo di ricomposizione interna per accogliere le diverse anime del partito. La decisione di Elisabetta Gualmini rappresenta il primo tassello di un mosaico in rapido movimento, mentre l’eventuale uscita di Delrio potrebbe sancire una crisi ancora più profonda.

Il futuro del centrosinistra italiano, ora, appare più incerto che mai, con l’Europa che osserva da vicino questo terremoto politico che potrebbe ridisegnare gli equilibri interni e internazionali.