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Dramma in crociera per 563 italiani, è alta tensione: cosa sta succedendo

Dubai, 563 italiani bloccati sulla nave da crociera Msc Euribia: paura per l'escalation militare

Un viaggio che doveva essere relax e scoperta si è trasformato in un incubo sospeso tra paura e incertezza. Centinaia di italiani, a bordo della MSC Euribia, sono fermi da giorni nel porto di Dubai, intrappolati in una crisi geopolitica che ha paralizzato il Golfo Persico. La loro attesa è fatta di tensione crescente, notizie frammentarie e la speranza di tornare a casa sana e salva.

Turisti italiani bloccati a Dubai

La MSC Euribia, con 563 passeggeri italiani a bordo, non può lasciare il porto di Dubai da ormai tre notti a causa dell’escalation militare che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran. A confermarlo è Il Messaggero, che sottolinea come la compagnia stia garantendo assistenza continua a ospiti ed equipaggio, ma la situazione resta critica. Tra i passeggeri si contano anche una dozzina di persone provenienti da Cagliari, tutti in attesa di aggiornamenti certi.

Ivano Giacomelli, segretario nazionale dell’associazione Codici, ha espresso preoccupazione: «Msc deve comprendere lo stato d’animo di chi si trova bloccato in un porto coinvolto in una guerra. Serve una comunicazione chiara e costante per garantire non solo la sicurezza ma anche un rapido e sicuro rientro in patria».

Secondo Il Messaggero, la compagnia continua a collaborare con ambasciate e ministeri degli Esteri per monitorare e coordinare ogni possibile piano di rimpatrio, ma la tensione a bordo rimane palpabile.

La nave da crociera MSC Euribia ormeggiata nel porto di Dubai

Restrizioni aeree e cancellazioni

Non è solo la crociera a subire le conseguenze della crisi nel Golfo Persico. I voli nella regione sono soggetti a restrizioni continue, complicando ulteriormente i piani di rientro. MSC Cruises ha già annunciato la cancellazione delle crociere in partenza da Dubai, Doha e Abu Dhabi nei prossimi giorni, mentre altre compagnie come TUI Cruises e Celestyal Cruises confermano il blocco temporaneo delle operazioni.

Le autorità di Dubai vietano lo sbarco per motivi di sicurezza, costringendo i passeggeri a restare a bordo nelle aree interne della nave. La compagnia assicura assistenza continua fino al momento del ritorno, ma l’incertezza pesa su tutti.

Escalation militare e conseguenze per le crociere

Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha creato una situazione senza precedenti per il turismo marittimo nel Golfo Persico. Navi come MSC Euribia, Mein Schiff 4 e 5, Aroya, Celestyal Journey e Celestyal Discovery sono ferme nei porti di Dubai, Abu Dhabi e Doha, impossibilitate a uscire per la pericolosità di attraversare lo Stretto di Hormuz, ormai zona ad alto rischio secondo le forze statunitensi.

Gli attacchi a petroliere vicino alla Penisola di Musandam e i continui lanci di missili e droni mantengono alta la tensione. Le compagnie devono affrontare costi ingenti per la gestione di voli di rimpatrio e rimborsi delle crociere cancellate, con un impatto che potrebbe estendersi anche ai programmi estivi nel Mediterraneo, soprattutto per operatori più piccoli.

A bordo, i passeggeri cercano di mantenere la calma. «Fanno un po’ la spola con il terminal a terra per smorzare la tensione. La città sembra tranquilla, ma l’ansia di tornare a casa cresce», racconta Giovanni Melis, crocierista sardo. La terza notte in porto a Dubai si trascina tra speranze e preoccupazioni.