
Il caso di Chiara Poggi, a quasi vent’anni dal tragico evento, continua a scuotere le coscienze e a sollevare nuove domande. Un elemento recente ha riacceso il dibattito: come è possibile che Alberto Stasi abbia attraversato il corridoio della villetta senza sporcarsi di sangue? Tra ricostruzioni tecniche e analisi minuziose, si riapre il confronto su fatti che sembravano chiari.
La vicenda, che ha segnato profondamente la cronaca italiana, è tornata al centro dell’attenzione dopo la presentazione di una nuova perizia tecnica durante l’ultima puntata di Quarto Grado. Questa consulenza, commissionata dai legali della famiglia Poggi, punta a una verifica accurata dei movimenti di Stasi la mattina del ritrovamento del corpo di Chiara.

Il consulente Fabio Falleti ha messo sotto la lente le dimensioni e lo spazio disponibile nel corridoio della villetta di via Pascoli. Secondo il suo studio, Stasi non avrebbe potuto evitare di calpestare le chiazze di sangue presenti sul pavimento, contraddicendo precedenti ricostruzioni processuali.
“Il corridoio misura 134 centimetri in larghezza, ma la porta a libro aperta quasi a 90 gradi e la grande gora di sangue riducono lo spazio utile a soli 34 centimetri”, ha spiegato Falleti durante la trasmissione. Questo passaggio così stretto avrebbe costretto Stasi a camminare esattamente dove era presente il sangue, rendendo difficile immaginare di non esserne macchiato.

Un altro elemento significativo è l’elastico nero perso durante l’aggressione, che si trovava a pochi centimetri dalla porta e dalla macchia di sangue. Questo particolare, mai spostato dalle prime rilevazioni, segnala ulteriormente le difficoltà di Stasi a evitare il sangue nel tragitto.
Inoltre, Falleti ha sottolineato come durante la ricostruzione del 2009 non fosse stata considerata la porta divisoria del soggiorno, un ostacolo fisso che avrebbe spostato la camminata di Stasi verso il centro del corridoio, aumentando la probabilità di calpestare la gora di sangue.
Sui social media, la discussione tra chi sostiene la colpevolezza di Stasi e chi invoca ulteriori approfondimenti continua senza sosta. Commenti come “Quindi ha volato?” e “Ogni nuova perizia cambia tutto, ma qual è la verità?” testimoniano la confusione e l’attesa che circondano il caso.
Intanto, come riportato da Gianluigi Nuzzi, la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni sta esaminando gli atti inviati dalla Procura di Pavia per valutare un’eventuale richiesta di revisione del processo. L’analisi proseguirà per tutta l’estate, con una decisione attesa non prima di settembre.