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Terremoto, gente in strada: zona colpita e magnitudo

La terra ha tremato nelle prime ore della mattina di oggi, mercoledì 29 luglio, in Albania, dove una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 è stata avvertita dalla popolazione. L’episodio, pur senza conseguenze segnalate per persone o strutture, ha riportato l’attenzione su un territorio che convive da sempre con una sismicità intensa e con il ricordo di eventi ben più gravi.

Terremoto in Albania, la scossa registrata alle 7:52

Il sisma è stato rilevato alle 7:52 dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Secondo i dati disponibili, il terremoto ha avuto una magnitudo di 3.8 e un ipocentro localizzato a circa 20 chilometri di profondità.

La scossa è stata percepita in zona, ma le prime informazioni non indicano danni a edifici né persone coinvolte. Si tratta di un evento di intensità moderata, inserito nel quadro della frequente attività sismica che caratterizza l’area balcanica e, più in generale, il Mediterraneo orientale.

Perché l’Albania è un’area ad alta sismicità

L’Albania si trova in una posizione geologica complessa, lungo una fascia in cui l’interazione fra differenti strutture tettoniche produce movimenti costanti della crosta terrestre. Il Paese è interessato dal contatto tra la placca Eurasiatica e la placca di Adria, in un sistema influenzato anche dalla spinta verso nord della placca Africana.

Queste dinamiche causano una compressione progressiva e l’accumulo di energia lungo faglie attive. Quando l’energia viene rilasciata, può generare terremoti di intensità diversa. Nel quadro geologico regionale incidono inoltre le spinte delle strutture appenniniche verso est e delle catene delle Dinaridi e delle Albanidi verso ovest.

Le zone più esposte tra Adriatico e Ionio

Le aree costiere affacciate sull’Adriatico e sullo Ionio risultano fra quelle maggiormente interessate dai fenomeni sismici, anche se l’attività può coinvolgere pure le zone interne attraversate dalle principali faglie. Il monitoraggio degli eventi resta quindi costante, soprattutto dopo una scossa avvertita dalla popolazione.

Un terremoto di magnitudo 3.8, come quello registrato nelle ultime ore, non è paragonabile agli eventi più distruttivi avvenuti nel Paese. Tuttavia, anche una vibrazione breve può interrompere la quotidianità e riaccendere l’attenzione sul rischio sismico di una regione geologicamente molto attiva.

La lunga storia dei terremoti in Albania

La storia dell’Albania è segnata da terremoti documentati da circa duemila anni. Tra le testimonianze più antiche figura quella relativa a un violento sisma che nel 57 colpì l’area di Durazzo, lasciando una delle prime tracce scritte dell’attività sismica nella regione.

Nei secoli successivi non sono mancati eventi di forte intensità, alcuni superiori a magnitudo 6. Il terremoto del 1° giugno 1905, stimato a magnitudo 6.6, provocò danni rilevanti e numerose vittime, restando uno degli episodi più gravi nella memoria storica del Paese.

Il ricordo del sisma del 2019

Più recente è il ricordo del terremoto del 26 novembre 2019, di magnitudo 6.5, che colpì la costa settentrionale nei pressi di Durazzo e Thumanë. Il bilancio fu di 51 vittime; la scossa venne avvertita anche in varie zone dell’Italia meridionale.

L’evento registrato questa mattina è stato decisamente meno intenso e, al momento, non risultano conseguenze. Conferma però la costante attività del territorio albanese, fra le aree più sismiche dell’intero bacino del Mediterraneo.