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“È irriconoscibile”: era una delle politiche più famose, cosa le è successo

Angela Merkel non è più al centro della politica quotidiana tedesca, ma il suo nome continua a pesare nel dibattito europeo. Dopo sedici anni alla guida della Germania, l’ex cancelliera appare soltanto in occasioni selezionate e difende con rigore la propria privacy. Tra montagne dell’Alto Adige, interventi pubblici misurati e il confronto con l’eredità del suo governo, resta una figura osservata con attenzione.

Negli ultimi tempi si è parlato di un possibile ritorno di Merkel nella politica attiva, anche in relazione a una presunta presenza a un congresso della CDU nella primavera del 2026. I materiali disponibili, tuttavia, non documentano tale partecipazione e non permettono di confermare né un rientro operativo né l’assunzione di un nuovo incarico nel partito.

Angela Merkel dopo la cancelleria: l’assenza dalla politica attiva

La traiettoria di Angela Merkel è stata eccezionale fin dall’inizio. Cresciuta nella Germania Est, scienziata e protestante, si affermò in una CDU allora dominata da dirigenti uomini, più anziani e in prevalenza cattolici. La giornalista Tonia Mastrobuoni, nel libro L’inattesa, ricostruisce il percorso che la portò prima al governo e poi alla cancelleria.

Il suo stile ha contribuito a costruire per anni un ampio spazio centrista nella politica tedesca. Alla sua figura viene attribuita la formula “non siamo a destra, né a sinistra, siamo avanti”, sintesi di una strategia che ha segnato gli equilibri della Germania. Dopo la fine del suo mandato, la CDU ha avviato una fase di ridefinizione, con una parte del partito più orientata a destra.

Il dibattito sull’eredità di Merkel e sul futuro della CDU

Non emergono elementi concreti che indichino la volontà dell’ex cancelliera di tornare a guidare la CDU o di ricoprire ruoli politici operativi. Ciò non ha ridotto il peso del suo nome nel confronto pubblico: le sue scelte di governo vengono ancora analizzate, dalla gestione della crisi migratoria alle politiche climatiche e alle relazioni internazionali.

Nel 2015 Merkel fu indicata, insieme a Barack Obama e papa Francesco, tra le personalità della leadership internazionale associate al percorso verso l’Accordo di Parigi sul clima, approvato il 12 dicembre di quell’anno. Restano anche le critiche: tra quelle ricorrenti, la mancata preparazione di una successione politica solida e il ridimensionamento di possibili concorrenti interni.

La vita privata di Angela Merkel, tra riservatezza e montagna

Se la sua attività istituzionale è stata raccontata e analizzata a lungo, Merkel ha mantenuto un confine netto attorno alla sfera personale. La famiglia non è mai diventata uno strumento di comunicazione politica e anche dopo la cancelleria l’ex leader tedesca ha scelto un’esposizione pubblica limitata.

Fra le informazioni che sono emerse con maggiore continuità ci sono i soggiorni a Solda, in Alto Adige, dove trascorreva del tempo con il marito Joachim Sauer. Le testimonianze descrivono abitudini lontane dai riflettori di Berlino, dedicate alla montagna e alle escursioni.

Le escursioni a Solda con Joachim Sauer

Durante le permanenze altoatesine, Merkel e Sauer erano accompagnati dalla guida alpina Olaf Reinstadler, per oltre venticinque anni alla guida del soccorso alpino di Solda. Reinstadler, considerato una figura di fiducia della coppia, raccontò in un’intervista alla rivista Bergsteiger del 2024 di rivolgersi ancora a lei con il “lei”, chiamandola “signora Cancelliera”.

La guida descrisse anche la preparazione fisica dell’ex cancelliera: “Cammina finché la guida alpina non dice che è ora di fermarsi”. In un’occasione la coppia rinunciò a proseguire verso il Cevedale, dopo che un passaggio era stato giudicato troppo esposto. Un episodio che restituisce l’immagine di una scelta prudente, lontana dalla scena politica.

Merkel e la possibile mediazione sulla guerra in Ucraina

Il nome di Angela Merkel è tornato nel dibattito relativo alla guerra in Ucraina. In una conferenza del 18 maggio, l’ex cancelliera ha manifestato rammarico per la distanza dell’Unione europea dal tavolo negoziale. Il Financial Times l’ha inclusa fra le possibili personalità europee per una mediazione con la Russia, accanto a Mario Draghi, Alexander Stubb e Sauli Niinistö.

Interpellata dal quotidiano, Merkel ha risposto che “probabilmente altri sarebbero più adatti”. L’ipotesi resta discussa: esponenti della CDU hanno contestato la dipendenza energetica tedesca dalla Russia sviluppatasi durante i suoi governi, mentre un parlamentare ha definito insensata l’eventualità di affidarle un ruolo negoziale.

Il ritratto ufficiale e la posizione sull’estrema destra

Un altro elemento riguarda il ritratto ufficiale dell’ex cancelliera. Merkel ha scelto personalmente l’artista, ha finanziato l’opera con risorse proprie e ne ha mantenuto la proprietà. Il dipinto dovrebbe essere esposto in un museo pubblico e concesso in prestito alla cancelleria.

Secondo quanto riportato, Merkel avrebbe previsto la possibilità di ritirarlo qualora l’istituzione fosse guidata da un rappresentante dell’estrema destra. La posizione è coerente con la linea da lei sostenuta negli anni: “mai con la AfD, mai con l’ultra destra”. Al momento, non ci sono fatti verificabili che attestino un suo ritorno nella politica attiva, mentre la sua eredità continua a interrogare la Germania e la CDU.