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Perché leggiamo soprattutto romanzi, gialli e fantasy? Dentro i gusti dei lettori italiani

Perché alcune storie riescono a entrare nelle case di milioni di persone, mentre altre restano confinate a un pubblico più ristretto? La risposta non dipende soltanto dalla qualità di un libro. A determinare il successo di un genere intervengono il bisogno di evasione, il desiderio di comprendere la realtà, l’età dei lettori, le abitudini familiari, il reddito, la scuola, i social network e persino le serie televisive.

Gli ultimi dati Istat offrono una fotografia particolarmente interessante. Nel 2024, tra coloro che hanno letto nel tempo libero, il 48,1% ha scelto romanzi, racconti, poesie o testi teatrali di autori italiani. Seguono la narrativa straniera con il 37%, i gialli e noir con il 30,6%, i libri di scienze sociali, filosofia e politica con il 22,3% e il fantasy e la fantascienza con il 21,1%. Queste percentuali, però, non indicano la quota di copie vendute da ciascun genere: misurano quanti lettori dichiarano di frequentarlo. Una stessa persona può quindi comparire in più categorie. 

La narrativa domina perché contiene molti generi diversi

Il primo motivo per cui la narrativa italiana raggiunge il 48,1% è legato all’ampiezza della categoria. Al suo interno convivono il romanzo familiare, la storia d’amore, il racconto storico, la narrativa contemporanea, la poesia e il teatro. Non si tratta, quindi, di un singolo genere ben delimitato, ma di un grande contenitore capace di intercettare lettori con gusti molto differenti.

Esiste poi una ragione psicologica. Secondo Istat, il 66,3% dei lettori apre un libro principalmente per piacere o passione personale. Il 33,6% cerca relax e distrazione, mentre il 28,9% legge per passare il tempo. La narrativa soddisfa perfettamente queste esigenze perché consente di allontanarsi temporaneamente dalla quotidianità senza richiedere necessariamente una finalità pratica o formativa. 

Quando una storia funziona, il lettore può entrare in una condizione di profondo assorbimento: perde in parte la percezione del tempo, immagina luoghi e personaggi e comincia a vivere gli avvenimenti da una prospettiva interna. Gli studi sul cosiddetto “reading flow” descrivono proprio questa combinazione di concentrazione, coinvolgimento e piacere intrinseco. Altre ricerche mostrano che la narrativa attiva processi di simulazione mentale attraverso i quali immaginiamo situazioni, ambienti e stati d’animo altrui. 

La narrativa offre quindi qualcosa che pochi altri prodotti culturali possono dare con la stessa intensità: la possibilità di vivere molte vite restando nella propria. Non è soltanto evasione, ma un laboratorio emotivo nel quale incontrare paure, desideri e conflitti senza subirne direttamente le conseguenze.

Anche la composizione sociale del pubblico incide sul risultato. In Italia legge il 62,6% delle donne contro il 51,2% degli uomini. Le donne sono inoltre più frequentemente lettrici forti e scelgono la narrativa italiana nel 55,5% dei casi, contro il 37,9% degli uomini. Il primato del romanzo dipende dunque anche dal fatto che il gruppo più numeroso e assiduo di lettori si orienta maggiormente verso questa forma letteraria. Si tratta di differenze statistiche, non di inclinazioni innate: educazione, marketing, modelli familiari e convenzioni culturali contribuiscono a formare le preferenze. 

Gialli e noir: il piacere di mettere ordine nel caos

Quasi un lettore su tre sceglie gialli e noir. È un risultato notevole, soprattutto perché questo genere riesce a superare molte delle tradizionali divisioni tra pubblici maschili e femminili. Tra i 45 e i 54 anni, per esempio, i gialli sono letti dal 33,2% delle donne e dal 37,3% degli uomini. 

Il loro successo si fonda su un meccanismo psicologico molto potente: l’incertezza. Un delitto, una scomparsa o un segreto irrisolto aprono una domanda alla quale il lettore sente il bisogno di rispondere. Ogni indizio produce un’ipotesi, ogni svolta costringe a modificarla e ogni capitolo promette di avvicinare alla soluzione.

Gli studi sulla suspense spiegano che la tensione nasce da una situazione di conflitto o instabilità che attiva processi di previsione e anticipazione. Il lettore immagina diversi esiti possibili e continua a leggere per ridurre quella condizione di incertezza. Il giallo provoca quindi un’ansia controllata: offre paura e inquietudine, ma all’interno di uno spazio protetto, nel quale il pericolo può essere interrotto semplicemente chiudendo il libro. 

C’è anche un elemento simbolico. In una realtà percepita come complessa e spesso imprevedibile, l’indagine narrativa promette che gli eventi possano essere ricostruiti e che dietro al disordine esista una spiegazione. Non significa che i lettori scelgano consapevolmente un noir per compensare l’incertezza sociale, ma il genere offre una struttura rassicurante: prima il caos, poi la ricerca e infine, nella maggior parte dei casi, una verità.

Fantasy e fantascienza: evadere per osservare meglio la realtà

Fantasy e fantascienza raggiungono il 21,1% dei lettori, ma la loro diffusione cambia molto con l’età. Tra i ragazzi di 15-17 anni, il 48,6% dei maschi dichiara di leggere questi generi. È una percentuale che mostra quanto i mondi fantastici siano legati alla fase della scoperta, della formazione dell’identità e dell’esplorazione delle possibilità. 

Il fantasy allontana il lettore dalla realtà visibile, ma non necessariamente dai suoi problemi. Guerre, discriminazioni, potere, amicizia, appartenenza, sacrificio e paura vengono trasferiti in universi immaginari, dove possono essere affrontati attraverso simboli e metafore. La distanza fantastica rende più semplice osservare questioni che, presentate in forma realistica, potrebbero risultare troppo vicine o dolorose.

La fantascienza svolge una funzione simile attraverso la domanda “che cosa accadrebbe se?”. Nuove tecnologie, società future, catastrofi e civiltà extraterrestri diventano strumenti per mettere in discussione le regole del presente. Leggere questi generi significa esercitare la capacità di immaginare scenari alternativi, sperimentando mentalmente identità, norme e sistemi sociali differenti. Gli studi sulla lettura narrativa mostrano infatti che la fiction coinvolge reti cognitive utilizzate per simulare luoghi, persone e situazioni ipotetiche. 

A sostenere fantasy e fantascienza contribuisce anche la loro natura seriale. Saghe, universi condivisi e personaggi ricorrenti creano un rapporto di lunga durata con il lettore. Una volta compreso il funzionamento di un mondo narrativo, tornare al suo interno richiede meno sforzo e produce una sensazione di familiarità, appartenenza e continuità.

Saggistica, filosofia e politica: leggere per orientarsi nel presente

Il 22,3% dei lettori sceglie libri di scienze sociali, filosofia e politica. Qui la motivazione cambia: non prevale soltanto il piacere della storia, ma la necessità di comprendere il mondo. Il 26% dei lettori dichiara infatti di leggere per imparare qualcosa o approfondire un interesse; tra gli uomini la percentuale sale al 30,9%. 

In periodi segnati da conflitti, trasformazioni tecnologiche, instabilità economica e cambiamenti nel lavoro, il saggio può offrire strumenti più strutturati rispetto alla successione veloce di notizie e contenuti digitali. Il lettore non cerca necessariamente una risposta definitiva, ma un linguaggio attraverso il quale interpretare ciò che accade.

Questa categoria evidenzia però anche una disuguaglianza sociale. Nel Centro-Nord legge più del 60% della popolazione, mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 47%. Passando dalle famiglie appartenenti alla fascia di reddito più bassa a quelle economicamente più agiate, i lettori aumentano dal 43,9% al 72,5%. Anche il livello di istruzione produce differenze molto marcate. La lettura non dipende quindi solo dal gusto: servono tempo, disponibilità economica, familiarità con i libri e la percezione di essere in grado di affrontare determinati testi. 

È interessante osservare che una buona diffusione tra i lettori non si traduce automaticamente in un aumento delle vendite. Nei primi quattro mesi del 2026 la saggistica generale ha perso l’1%, quella specialistica lo 0,4% e la manualistica pratica il 6,2%. Dal 2019 i generi narrativi sono cresciuti complessivamente del 31%, mentre la non fiction è arretrata dell’11%. Una possibile spiegazione è che il lettore di narrativa acquisti più frequentemente saghe e novità, mentre un saggio può richiedere tempi di lettura maggiori. Inoltre, la saggistica compete direttamente con articoli, podcast, video e altri contenuti informativi disponibili gratuitamente. 

Il romance e la trasformazione della lettura in fenomeno sociale

Il dato più dinamico del mercato recente riguarda il romance. Nei primi quattro mesi del 2026 le sue vendite sono aumentate del 20,3%, una crescita nettamente superiore a quella della narrativa letteraria. Il successo non dipende soltanto dal desiderio di leggere storie d’amore. 

Il romance offre al lettore una promessa emotiva riconoscibile. Si può intuire quale tipo di appagamento arriverà alla fine, ma non si conoscono ancora gli ostacoli, i conflitti e le trasformazioni che condurranno a quel risultato. Questa combinazione tra familiarità e sorpresa permette di vivere emozioni intense all’interno di una struttura relativamente sicura.

Contano inoltre la serialità, la presenza di personaggi ricorrenti e i cosiddetti “tropi”, come l’amore impossibile, il passaggio dall’ostilità all’innamoramento o il ritorno di una relazione interrotta. Questi elementi rendono i libri immediatamente riconoscibili e facilmente consigliabili: il lettore non deve conoscere tutta la trama per capire quale esperienza emotiva gli viene promessa.

Il fenomeno BookTok ha amplificato questa dinamica, trasformando una pratica individuale in una conversazione collettiva. Secondo un’analisi di NielsenIQ BookData e Media Control diffusa da TikTok, nel 2025 in Italia i libri trainati dalla piattaforma hanno venduto 3,3 milioni di copie, generando 41,4 milioni di euro. Nella classifica BookTok di marzo 2026 erano proprio il romance e le serie narrative a occupare una posizione dominante. Il dato va letto ricordando che è stato comunicato dalla stessa piattaforma, pur essendo basato su rilevazioni di mercato esterne. 

La raccomandazione social riduce inoltre il rischio percepito dell’acquisto. Vedere centinaia di persone emozionarsi per lo stesso titolo produce una forma di conferma collettiva: il libro non è più soltanto un oggetto da leggere, ma qualcosa di cui parlare, da fotografare, recensire e condividere con una comunità.

Le vendite non dipendono soltanto dai gusti

Il mercato editoriale italiano ha chiuso il 2025 con una diminuzione del 2,2%, fermandosi a circa 1,48 miliardi di euro per l’editoria di varia. Nei primi quattro mesi del 2026 è arrivata una ripresa del 2,5% nelle copie e del 3,8% nel valore delle vendite. Una parte significativa dell’aumento, però, è stata sostenuta dagli acquisti effettuati dalle biblioteche attraverso il fondo pubblico dedicato: non tutto il rialzo può quindi essere attribuito a un improvviso cambiamento delle preferenze delle famiglie. 

Anche cinema e piattaforme streaming sono ormai fondamentali nella scoperta dei libri. Una ricerca realizzata da NIQ per Netflix, su circa 190 film e serie del periodo 2022-2025, ha rilevato che nelle quattro settimane successive all’uscita di un adattamento le vendite dei titoli coinvolti aumentano mediamente del 197%. Tra i libri analizzati, l’incremento è stato particolarmente forte per il romance, seguito dalla narrativa contemporanea, dal fantasy e dai thriller. L’87% della crescita iniziale ha riguardato libri già presenti in catalogo. È un’indagine commissionata da Netflix e relativa alle opere adattate, quindi non descrive l’intero mercato, ma dimostra quanto la visibilità audiovisiva possa riattivare anche titoli pubblicati molti anni prima. 

Il genere più letto è quello che risponde meglio a un bisogno

Le percentuali non raccontano semplicemente quali libri siano considerati più belli. Raccontano quali promesse risultano più riconoscibili e desiderabili in un determinato momento storico.

La narrativa permette di vivere altre vite. Il giallo trasforma l’incertezza in una soluzione. Il fantasy apre mondi nei quali sperimentare possibilità alternative. La saggistica offre strumenti per comprendere il presente. Il romance costruisce un’intensa esperienza emotiva e, oggi, anche un forte senso di comunità.

Il successo nasce quindi dall’incontro tra psicologia individuale e contesto sociale. Ma interviene anche il mercato, che attraverso copertine, classifiche, adattamenti, algoritmi e passaparola decide quali storie rendere maggiormente visibili. Non leggiamo soltanto ciò che amiamo: molto spesso impariamo ad amare ciò che riusciamo a incontrare.