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Diana, mia sorella.

A quasi trent’anni dalla morte di Lady Diana, Charles Spencer sceglie di tornare sulla figura della sorella attraverso un libro che nasce prima di tutto da un’esigenza personale. Canto del cigno. Diana, mia sorella, pubblicato in Italia da Mondadori, non si presenta infatti come l’ennesima ricostruzione della vita della Principessa del Galles, ma come il tentativo di restituirle una voce privata, familiare, sottraendola almeno in parte alla quantità enorme di interpretazioni accumulate dopo la sua morte. L’uscita italiana è prevista per il 22 settembre 2026, in contemporanea con numerosi altri Paesi.

Diana vista da chi la conosceva prima che diventasse Lady D

Il punto di forza del progetto è racchiuso già nel sottotitolo: “Diana, mia sorella”. Charles Spencer non promette infatti una biografia imparziale. Al contrario, rivendica apertamente un punto di osservazione affettivo e personale.

Il libro ripercorre la vita condivisa con Diana e arriva fino alla drammatica settimana successiva alla morte della principessa, avvenuta il 31 agosto 1997. È un percorso che permette potenzialmente di osservare una delle donne più fotografate e raccontate del Novecento attraverso dettagli diversi da quelli normalmente associati alla monarchia britannica, al matrimonio con Carlo o alla pressione dei media. Spencer vuole raccontare soprattutto la persona che esisteva dietro quell’immagine pubblica.

Il peso di quel discorso pronunciato a Westminster

È impossibile separare questo libro da quanto avvenne nel settembre del 1997. Durante il funerale di Diana nell’abbazia di Westminster, Charles Spencer pronunciò un’orazione destinata a diventare uno dei momenti più ricordati delle esequie. Non fu soltanto un addio alla sorella, ma anche una dura presa di posizione verso il modo in cui Diana era stata osservata, inseguita e raccontata negli anni precedenti.

Quasi trent’anni dopo, Canto del cigno sembra partire idealmente proprio da quel discorso. Lo stesso Spencer ha spiegato di voler raccontare la verità su Diana dal punto di vista del fratello, proseguendo in qualche modo ciò che aveva cercato di fare durante le esequie.

Un libro nato anche contro le versioni costruite nel tempo

La motivazione che ha portato Spencer a scrivere è particolarmente interessante. Con l’avvicinarsi del trentesimo anniversario della morte di Diana, le richieste di interviste sono tornate ad aumentare. Da qui la decisione di fissare i propri ricordi sulla pagina, anche per contrastare quelle che considera ricostruzioni inesatte diventate, nel corso degli anni, quasi verità accettate.

È probabilmente questo l’elemento più affascinante del libro: il confronto tra memoria privata e memoria collettiva. Lady Diana appartiene ormai all’immaginario mondiale. Film, serie televisive, documentari, biografie e testimonianze hanno continuato a ridefinirne la figura. Charles Spencer prova invece a riportare quella storia dentro la dimensione familiare.

Una Diana fatta anche di fragilità

L’immagine che emerge dalle intenzioni dichiarate dall’autore è lontana dalla rappresentazione semplicistica della “principessa triste”. Spencer descrive Diana come una donna dinamica, carismatica e capace di grande amore, ma contemporaneamente attraversata da profonde insicurezze. È proprio questa contraddizione a rendere promettente il ritratto.

Non interessa soltanto la celebrità, ma ciò che quella celebrità nascondeva. La principessa diventa così nuovamente una sorella, una donna con legami familiari, fragilità e caratteristiche che difficilmente potevano emergere attraverso le fotografie ufficiali o le cronache dei tabloid. Spencer afferma di sperare che anche chi è troppo giovane per ricordarla possa comprendere, attraverso il volume, chi fosse davvero Diana.

Il limite inevitabile: il punto di vista è profondamente personale

Proprio ciò che rende Canto del cigno interessante rappresenta anche il suo limite più evidente. Charles Spencer non è uno storico esterno alla vicenda: è il fratello di Diana. La sua prospettiva è dichiaratamente positiva e inevitabilmente condizionata dall’affetto, dal lutto e dalla memoria.

Per questo il volume non dovrebbe essere letto come la versione definitiva della storia della principessa, ma come una testimonianza privilegiata. Una memoria familiare può correggere molte narrazioni pubbliche, ma rimane comunque una memoria soggettiva. È proprio accettando questa caratteristica che il libro acquista maggiore valore.

Perché Canto del cigno è un libro destinato a far discutere

A distanza di decenni, l’interesse per Diana non si è esaurito. La sua storia continua a intrecciarsi con quella della monarchia britannica e, soprattutto, con il rapporto tra celebrità, stampa e vita privata. Un libro scritto dal fratello non può quindi essere considerato una semplice operazione commemorativa.

Canto del cigno. Diana, mia sorella sembra voler essere soprattutto un atto di memoria. Charles Spencer prova a separare almeno per qualche pagina la donna dal personaggio, recuperando la sorella dietro la principessa. È questa prospettiva intima, più ancora delle inevitabili rivelazioni che accompagneranno l’uscita, a renderlo uno dei titoli più interessanti dedicati a Lady Diana degli ultimi anni.

Il giudizio definitivo potrà naturalmente arrivare soltanto dopo la pubblicazione integrale del volume il 22 settembre 2026. Per ciò che emerge dalla presentazione editoriale, però, si tratta di un libro che promette di aggiungere alla sterminata bibliografia su Diana qualcosa di difficile da replicare: lo sguardo di chi la conosceva molto prima che il mondo imparasse a chiamarla Lady D.