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Report, Ranucci rompe il silenzio dopo la decisione della Rai: “Al mio posto…”

Ci sono programmi che, negli anni, finiscono per somigliare a una promessa fatta al pubblico: cercare, verificare, non voltarsi dall’altra parte. Per questo la notizia di un possibile cambio alla guida di Report ha acceso subito un confronto durissimo, dentro e fuori la Rai. Al centro non c’è soltanto un volto televisivo, ma il destino di una redazione e di un modo di intendere l’inchiesta nel servizio pubblico.

Secondo quanto riportato nel testo diffuso sulla vicenda, Sigfrido Ranucci lascerebbe la conduzione del programma nella prossima stagione. Al suo posto sarebbero indicate Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, due giornalisti già conosciuti dal pubblico e con esperienze maturate nell’informazione televisiva e nel lavoro sul campo.

La scelta descritta segnerebbe un cambiamento rilevante per una trasmissione diventata, nel tempo, uno dei luoghi più riconoscibili dell’approfondimento investigativo della televisione italiana. Presutti è stata inviata di Report, mentre Piervincenzi ha lavorato anche in programmi come Nemo e Popolo Sovrano, con reportage dedicati soprattutto alle periferie, alla cronaca e alla criminalità organizzata.

La redazione, stando alla ricostruzione riportata, avrebbe contestato con forza il metodo e il merito della decisione, definendola «inaccettabile» e «irricevibile». I giornalisti avrebbero lamentato l’assenza di un confronto preventivo con il gruppo di lavoro e prospettato l’ipotesi di lasciare la trasmissione qualora la Rai non rivedesse la propria posizione. Per il servizio pubblico Rai, la vicenda apre così un passaggio particolarmente delicato.

Nel testo di riferimento vengono riportate parole molto dure attribuite a Ranucci, che avrebbe appreso la notizia dalle agenzie di stampa. Il giornalista ha collegato il provvedimento a quella che considera una campagna contro la credibilità della trasmissione, citando «2800 articoli in due mesi» pubblicati, a suo dire, da testate del gruppo Angelucci e da altri media.

Ranucci avrebbe inoltre espresso un netto dissenso sulla scelta dei nuovi conduttori, sostenendo che essa mortificherebbe le professionalità che hanno costruito la storia di Report. Nella sua dichiarazione, il giornalista ha annunciato di voler proseguire la battaglia per la libertà di stampa, tema che da sempre accompagna il dibattito sull’autonomia dell’informazione e che trova spazio anche nelle cronache dell’ANSA.

Per Ranucci, indicato nel testo come vicedirettore ad personam, sarebbero state prospettate diverse soluzioni professionali: un incarico a Rainews, un ruolo al Tg3 oppure una sede di corrispondenza all’estero. Non risulta, nel materiale disponibile, quale eventuale opzione possa essere scelta dal giornalista.

Al di là delle posizioni contrapposte, la discussione su Report restituisce il peso simbolico di una trasmissione che ha spesso diviso, provocato e alimentato domande. Quando cambia la guida di un programma d’inchiesta, non cambia soltanto una firma in video: si riapre il confronto sul rapporto tra redazioni, azienda, pubblico e libertà di raccontare ciò che è scomodo.