
Per quattro giorni la laguna ha custodito un’attesa sempre più dolorosa, mentre squadre di soccorso e investigatori cercavano una giovane donna scomparsa dopo un incidente in acqua. Poi, nella mattina del 15 settembre, un avvistamento nella zona di Campalto ha cambiato il senso di quelle ore sospese. Il ritrovamento riporta ora l’attenzione su ciò che dovrà essere chiarito: la dinamica dello scontro e le ultime ore della coppia.
Il corpo recuperato nelle acque di Campalto sarebbe quello di Gabriella Querino, 26 anni, dispersa dall’alba di sabato 12 settembre. L’identificazione formale dovrà essere effettuata dai familiari, attesi dal Brasile, ma gli investigatori non avrebbero dubbi sull’identità della giovane, secondo quanto riportato nel corso delle operazioni di recupero.
L’allarme è scattato attorno alle 9, quando un cittadino ha segnalato la presenza del corpo in acqua. I Vigili del fuoco sono intervenuti con le autopompe lagunari e hanno recuperato la salma, trasferita prima a Campalto e poi in obitorio per i primi accertamenti medico-legali.
Nei giorni precedenti, i familiari di Gabriella Querino avevano parlato di un litigio che sarebbe avvenuto tra la giovane e il marito nella serata di venerdì. Si tratta di un elemento sul quale gli investigatori potranno acquisire ulteriori chiarimenti, senza che al momento siano state formulate conclusioni sulle circostanze precedenti alla tragedia.

Il recupero dopo quattro giorni di ricerche
Gabriella Querino viaggiava su un barchino insieme al marito Sean Michieli, 25 anni, quando l’imbarcazione si è scontrata con un taxi acqueo nel canale Tessera. Dopo l’impatto erano immediatamente partite le ricerche dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri, estese ai canali della zona. Per consentire le operazioni era stata temporaneamente fermata anche la navigazione nel canale verso l’aeroporto.
Sean Michieli era stato soccorso e trasportato all’ospedale dell’Angelo di Mestre. Le sue condizioni erano apparse da subito gravissime: la morte del giovane è stata dichiarata domenica sera. Il ritrovamento del corpo di Gabriella, avvenuto all’inizio del quarto giorno di ricerche, chiude così una vicenda che ha profondamente colpito la città.

Le ferite e l’autopsia: gli accertamenti ancora necessari
I primi riscontri sulla salma della 26enne avrebbero evidenziato ferite compatibili con quelle provocate da un incidente. È un dato che rafforza, allo stato attuale, l’ipotesi al vaglio degli inquirenti, ma non sostituisce gli esami che dovranno stabilire con maggiore precisione cause e tempi della morte, oltre alla natura delle lesioni.
L’autopsia sarà disposta dopo il riconoscimento ufficiale da parte dei familiari. Un esame analogo è previsto anche sul corpo di Michieli. Gli accertamenti medico-legali rappresentano uno dei passaggi centrali dell’inchiesta, insieme ai rilievi sulle imbarcazioni coinvolte e alla ricostruzione puntuale della collisione.

Le testimonianze e l’indagine sul taxi acqueo
Parallelamente proseguono le verifiche sullo scontro nel canale Tessera. Il conducente del taxi acqueo risulta indagato per omicidio stradale nella sua declinazione nautica; sono stati disposti anche esami tossicologici. L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto che consente lo svolgimento degli accertamenti e non equivale a un giudizio di responsabilità.
Gli investigatori stanno inoltre cercando due turisti americani che erano a bordo del taxi al momento dell’incidente. Dopo lo schianto, i due sarebbero saliti su un’altra imbarcazione diretta verso l’aeroporto. La loro testimonianza potrebbe aiutare a ricostruire la sequenza dei fatti e le condizioni in cui è avvenuto l’impatto.

La conclusione delle ricerche ha suscitato commozione a Venezia. Il sindaco Simone Venturini ha parlato sui social di una vicenda chiusa «nel modo più doloroso», dopo giorni in cui la città aveva seguito con apprensione gli interventi nella laguna. Restano ora gli esami, le testimonianze e i rilievi tecnici: saranno questi elementi, non le ipotesi, a definire quanto accaduto ai due giovani sposi.
