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Viaggio fino alla fine del tempo, oltre i limiti della realtà

Il tempo è uno tra i concetti che più hanno ossessionato scrittori, filosofi e fisici di ogni epoca, ma è anche l’aspetto che più determina e condiziona la vita umana: il nostro passato, la nostra memoria, il nostro continuo costruire e immaginare il domani che verrà. Dedicare un romanzo al tempo è sicuramente molto ambizioso, anche solo per il grande modello che incombe inesorabilmente su chiunque tenti un’impresa del genere: Marcel Proust. Eppure Giorgio Nisini, uno tra gli autori più originali e anomali nel panorama letterario contemporaneo, ha messo in scena un meccanismo drammaturgico di grande qualità letteraria. Il suo Tempo umano, edito da HarperCollins, uscito alla vigilia della grande pandemia che ha fermato il mondo, è sicuramente uno dei libri del 2020 che andrebbero recuperati e riletti per la sua forte tenuta narrativa e la sua visionarietà (aspetto quest’ultimo, che caratterizza la notevole bibliografia di Nisini: dal suo primo romanzo, La demolizione del Mammut alla Lottatrice di sumo, passando per La città di Adamo, finalista Strega nel 2011).

La storia è semplice e complessa insieme: Tommaso, un giovane professore universitario di provincia, inizia una relazione con una sua ex studentessa, figlia di Alfredo Del Nord, uno tra i più grandi produttori di orologi di lusso al mondo. Alfredo è un uomo ossessionato dal tempo, e come tale ce lo presenta l’autore: «fin da bambino aveva sviluppato una particolare sensibilità per tutto ciò che riguardava questo concetto così astratto: lo affascinava il suo scorrere, la sua implacabilità. All’inizio non lo considerava neanche un concetto, almeno fin quando la sua mente non raggiunse un certo grado di maturità speculativa: era piuttosto un sentimento vago che aveva a che fare con la nostalgia, con le cose che non c’erano più, con quelle che potevano ancora accadere».

Il rapporto tra Alfredo e il tempo, la sua mitica azienda che produce orologi, la propensione filosofica che lo porta a costruire un luogo – un museo – in cui vivere una sorta di esperienza di “variazione temporale”, come lui stesso la definisce, si riflette nel tempo umano e nel tempo dei sentimenti, quelli che scandiscono la vita di Tommaso, che attraversa le grandi tappe dolorose dell’innamoramento: la conquista, il tradimento, l’espiazione. Sullo sfondo qualcosa di misterioso che aleggia per tutta la storia e che, forse, nel finale si scioglierà…

La dimensione metafisica che da sempre caratterizza la scrittura di Nisini, sempre al confine tra realtà e qualcosa che sta oltre la realtà – di cui si percepisce solo da lontano l’ombra – precipita in una storia di grandi suggestioni narrative: il lettore attraversa questo mondo fatto di incontri, coincidenze, tempi sospesi, geometrie cronologiche, ticchettare implacabile di un orologio biologico dinanzi al quale ci sentiamo tutti irrimediabilmente perduti.

Tre frasi tratte dal libro, che sembrano veri aforismi sapienziali:

«Noi siamo anche le nostre sconfitte, non solo le nostre vittorie»

«L’amore è una forza verticale, certo, che procede giù, in profondità, nel ticchettare velocissimo di un cronometro da gara; ma è anche una forza orizzontale che muta e cambia con il passare delle stagioni, che si mette alla prova nella metamorfosi della lunga durata»

«La vita è un insieme di istanti che non tornano più, anche se cerchiamo disperatamente di farli tornare. C’è una misura così incalcolabile e definitiva nelle cose che accadono – che sono accadute anche solo da un attimo – dinanzi alla quale non possiamo più nulla, in cui più nulla dipende dalle nostre azioni»

Giorgio Nisini
Il tempo umano
HarperCollins
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