
Ci sono amori che resistono perché non smettono di trasformarsi, e collaborazioni artistiche che continuano a cercare nelle grandi fratture della storia un riflesso delle vite private. Simona Izzo e Ricky Tognazzi, coppia nel lavoro e nella vita da quasi quarant’anni, hanno scelto il Festival del Cinema Italiano in Umbria per raccontare il presente e lasciare intravedere il loro prossimo racconto.
Nel corso dell’incontro con il pubblico della rassegna, in programma dal 28 al 31 luglio, i due registi e sceneggiatori hanno ripercorso il cammino condiviso e si sono soffermati su Francesca e Giovanni – una storia d’amore e di mafia, film del 2025 diretto da entrambi. Al centro della pellicola ci sono Francesca Morvillo e Giovanni Falcone, figure inseparabili nella memoria italiana eppure raccontate qui da una prospettiva precisa.

Ricky Tognazzi ha spiegato che il titolo ideale, per lui e Izzo, sarebbe stato Storia d’amore ai tempi di guerra. L’intenzione era restituire centralità a Francesca Morvillo, spesso ricordata soprattutto come la moglie di Falcone, ma magistrata di grande valore e protagonista di una vicenda umana e civile segnata dalla violenza mafiosa.
Parlando del film, Tognazzi ha sottolineato che la storia viene narrata dal punto di vista della protagonista femminile: una scelta che sposta l’attenzione su Morvillo, sulla sua identità professionale e sul legame con Falcone. Il progetto si inserisce nel percorso dei due autori, da tempo interessati a vicende ispirate alla realtà e a personaggi che hanno attraversato momenti cruciali della storia collettiva italiana. Ma durante l’incontro è arrivato anche un annuncio sul futuro. Tognazzi ha detto che lui e Simona Izzo hanno già «in pectore un’altra storia con la S maiuscola», capace di mostrare l’effetto di un grande evento su una piccola storia d’amore. Una frase che ha acceso l’attenzione del pubblico senza anticipare troppo della nuova idea.

A offrire qualche dettaglio in più è stata Simona Izzo. La futura pellicola, ha raccontato, sarà ambientata nella Berlino degli anni della caduta del Muro: “Quando hanno diviso la città, hanno anche diviso le persone”. Un racconto tratto dalla realtà, ha precisato, sul quale i due sperano di poter lavorare fino alla realizzazione. Le parole di Izzo indicano un’ambientazione attraversata da una delle svolte più drammatiche del Novecento europeo. La divisione di Berlino non fu soltanto un confine materiale: separò affetti, famiglie e destini. È proprio in questa tensione tra Storia e sentimenti che il nuovo progetto sembra voler trovare la propria voce, mantenendo l’attenzione sulle conseguenze intime degli eventi pubblici.
L’intervista ha lasciato spazio anche alla loro lunga relazione. Insieme da circa quarant’anni, Izzo e Tognazzi si sono sposati nel 1995, dopo nove anni di convivenza. Entrambi arrivavano da esperienze importanti: Izzo è stata sposata con Antonello Venditti, dal quale ha avuto il figlio Francesco, e ha avuto una relazione con Maurizio Costanzo; Tognazzi è stato sposato con Flavia Toso, madre di sua figlia Sarah. Alla domanda sul segreto della loro durata, Simona Izzo ha risposto senza esitazioni: “Non ci annoiamo. Per me la vera insidia della vita è il taedium vitae e con lui non riesco ad annoiarmi”. Tognazzi ha replicato con ironia, spiegando di essersi innamorato nel tempo delle diverse versioni della stessa donna: non perché lei abbia personalità multiple, ma perché le persone evolvono.

Quando lui ha ricordato la ragazza giovane ed esuberante conosciuta all’inizio della loro storia e la donna diventata poi più riflessiva, Izzo lo ha interrotto sorridendo: “E adesso una rompipalle”. La battuta ha fatto ridere il pubblico, ma ha lasciato anche una piccola riflessione: forse la continuità di un amore non sta nell’immobilità, bensì nella capacità di riconoscersi ancora, anche dopo molti cambiamenti.