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“Come carne viva”, il lato più intimo e sconosciuto di Francesca Neri

“Sono una persona nuova, e stranamente più che mai sono la persona di prima – prima di tutto, prima della malattia, prima dei lutti, prima della maternità, prima della passione, prima del cinema, nuda e cruda, appena data alla luce”. Da sempre schiva e riservata, in un’autobiografia coraggiosa e inaspettata – “Come carne viva” – Francesca Neri, attrice e produttrice cinematografica, si mette a nudo mostrando il suo lato più intimo e sconosciuto.

Ragazza sensibile e avventurosa, appena può scappa dalla provincia di Trento per trasferirsi a Roma: qui, mentre la sua famiglia la immagina avvocato, studia cinema, scopre di avere talento e raggiunge il successo. Film dopo film, premio dopo premio. Red carpet dopo red carpet. Ma, nel 2015, a bloccare Francesca è proprio il suo corpo, quello stesso corpo idolatrato da registi e da migliaia di spettatori: una malattia cronica e invalidante la costringe a fermarsi per alcuni anni e restare chiusa dentro una stanza di casa sua. Una chiusura fisica ma anche emotiva che la obbliga a riconoscere il suo lato oscuro. Attraverso un viaggio attorno e dentro il suo corpo Francesca parla, racconta, non dimentica. E decide di scrivere di sé: l’infanzia quasi felice, l’irriducibile distanza dalla madre, che ha scambiato la sua ipersensibilità per follia. Il trasferimento a Roma e la scoperta di un altro mondo e un’altra sé. Le collaborazioni con i più grandi registi e i film che hanno fatto la storia.

L’amore romantico, che nutre e ferisce, l’amore materno e totalizzante per il figlio. E poi la malattia: le urla silenziose di un corpo che ha bisogno di essere ascoltato, di un’anima che necessita di essere capita. E poi finalmente la rinascita, dalla quale Francesca esce come una donna libera: libera dal bisogno di dimostrare nulla ad alcuno e dalla necessità di compiacere tutti. Finalmente disposta a diventare sé stessa.

Francesca Neri
Come carne viva
Rizzoli

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