
Mancata presentazione del Piano di ristrutturazione degli edifici. Nuova procedura d’infrazione Ue contro l’ltalia per il mancato recepimento della direttiva 2024/1275 Epbd, la cosiddetta “Case green“.
Dopo quella per gli incentivi alle caldaie a combustibili fossili (QE 21/11/25), la Commissione europea ha inviato l’11 marzo al nostro Paese – e ad altri 18 Stati membri Ue – un seconda lettera di costituzione in mora, questa volta per non aver presentato entro la data limite del 31 dicembre 2025 la bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla Epbd.

Cosa sono i Piani di ristrutturazione Nbrp
I Piani di ristrutturazione (Nbrp) “sono uno strumento essenziale e strategico per gli Stati membri per trasformare il proprio patrimonio edilizio in un asset ad alte prestazioni, efficiente dal punto di vista energetico e decarbonizzato entro il 2050“, sottolinea la Commissione in una nota.
Gli Nbrp, aggiunge l’esecutivo comunitario, “garantiranno la necessaria stabilità e prevedibilità per gli investimenti” e “sono fondamentali per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e quindi contribuire a bollette energetiche più basse”.
La presentazione tempestiva delle bozze dei Piani, conclude la nota, “consente alla Commissione di valutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, garantendo che gli Nbrp siano completi, attuabili e allineati agli obiettivi aggiornati nazionali ed europei per il clima e l’energia”.
Una lettera di costituzione in mora, primo passo della procedura d’infrazione Ue, è stata inviata da Bruxelles per la mancata presentazione degli Nop anche ad Austria, Belgio, Cechia, Cipro, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Svezia e Ungheria.
La Commissione chiede adesso ai 19 Paesi Ue destinatari della lettera di presentare al più presto la bozza dei Piani. Se entro due mesi Bruxelles non avrà ricevuto una replica soddisfacente, potrà avviare la seconda fase della procedura d’infrazione con l’invio di un parere motivato. In Italia il Parlamento non ha ancora dato al Governo la delega per il recepimento della direttiva 2024/1275 (QE 7/11/25).