Vai al contenuto

“Ho tenuto il segreto per trent’anni”. Valentino, la scoperta solo dopo il funerale. C’era anche lei: chi è Sarah

Centinaia di persone hanno partecipato a Roma all’ultimo saluto a Valentino Garavani, icona mondiale della moda. Tra i presenti, una donna vestita di giallo ha attirato l’attenzione, anche se nessun fotografo l’ha riconosciuta immediatamente. Avvicinandosi alla sicurezza, ha chiesto di riferire al dottor Giammetti che «c’è Sarah», un nome che ha risvegliato ricordi e una storia rimasta nascosta per oltre trent’anni.

Il drammatico evento del 1992 e il legame con Valentino

Il racconto inizia a febbraio 1992, quando Giovanni Silvestri, detto Gianni, si presenta nell’atelier di Valentino. Nonostante i segni evidenti della tossicodipendenza, racconta di voler lavorare seriamente per sostenere la propria famiglia. Poche ore dopo, però, Gianni muore per overdose all’ospedale Policlinico Umberto I, dopo aver ingerito un allucinogeno messo nella sua birra. La figlia Sarah ricorda che era in cura e da mesi era pulito, ma quell’episodio tragico ha cambiato per sempre la sua vita.

Un medico è stato poi condannato a risarcire la famiglia, ma per Sarah restano vivi i ricordi dolorosi delle udienze e dello stigma sociale. È proprio dai giornali che Valentino riconosce il volto di Gianni: lo stesso uomo che aveva incontrato in atelier. In segreto, Valentino decide di prendersi cura di Sarah, inviando aiuti concreti alla famiglia senza voler pubblicità.

Funerale di Valentino Garavani a Roma

Il sostegno riservato di Valentino e la vita di Sarah

Arrivano pacchi di cibo e vestiti della linea Oliver, ispirata al carlino amato dallo stilista, nella casa popolare di Sarah alla periferia di Roma. La ragazza ricorda le parole della nonna che la metteva in guardia dall’indossare abiti eleganti per strada, per evitare invidie. Solo da adulta ha scoperto che Valentino aveva finanziato i suoi studi, persino parte della sua prima auto.

Sarah racconta di aver partecipato a eventi come Donna sotto le stelle, dove svolgeva il ruolo di accompagnatrice per i posti a sedere a Piazza di Spagna. Valentino non la chiamava direttamente, ma il suo sguardo e il sostegno spirituale erano percepiti anche a distanza.

Sarah Silvestri in un evento a Roma

Il futuro di Sarah e il riconoscimento di un’eredità morale

Tra il 2013 e il 2015, Sarah si trasferisce a New York, lavorando come cameriera e commessa di lusso per migliorare l’inglese. Quando scopre che Valentino è in città per un evento, gli invia un biglietto di ringraziamento. Giancarlo Giammetti la riconosce subito e le propone di collaborare con la Maison, un’offerta importante che Sarah rifiuta per seguire il suo vero sogno: diventare avvocata.

Sarah Silvestri durante un momento di riflessione

Oggi Sarah è un’avvocata internazionale che ha lavorato in Spagna, New York e Danimarca, collaborando con grandi aziende americane. Ricorda Valentino come un uomo che ha incarnato un’idea elevata di eleganza, non solo nell’abito ma soprattutto nell’anima, capace di offrire un sostegno discreto e decisivo nelle vite degli altri.

Ritratto di Sarah Silvestri