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Antonino Zichichi, com’è morto lo scienziato italiano

È scomparso Antonino Zichichi, uno dei fisici italiani più importanti nel campo della fisica delle particelle e un divulgatore scientifico di rilievo. La sua carriera è stata segnata da numerosi traguardi fondamentali per la ricerca italiana e internazionale, oltre che da una costante presenza nel dibattito pubblico.

Antonino Zichichi ha contribuito in modo significativo alla comunità scientifica, con esperienze che spaziano dai più prestigiosi centri di ricerca mondiali ai progetti di divulgazione e sostegno alla scienza nei Paesi in via di sviluppo.

Ritratto di Antonino Zichichi

Carriera e risultati scientifici di rilievo

Nato in Italia, Zichichi ha lavorato presso istituti di punta come il Fermilab negli Stati Uniti e il CERN di Ginevra. Nel 1965 ha guidato il gruppo che per la prima volta ha osservato l’antideutone, una particella di antimateria, un risultato che ha segnato un passo fondamentale nella ricerca sulle particelle.

Antonino Zichichi al CERN

Ha inoltre condotto esperimenti pionieristici sulle collisioni tra materia e antimateria presso i Laboratori Nazionali di Frascati, contribuendo in modo determinante alla storia della fisica italiana del dopoguerra.

Laboratori Nazionali di Frascati

Ruoli istituzionali e impegno nella divulgazione

Tra le sue cariche più rilevanti figurano la presidenza dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) dal 1977 al 1982 e la guida della Società Europea di Fisica a partire dal 1978. È stato inoltre promotore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, uno dei principali centri di ricerca sotterranei al mondo.

Zichichi ha dedicato grande attenzione alla divulgazione scientifica, impegnandosi a rendere accessibile la scienza a un pubblico ampio, con un linguaggio semplice ma rigoroso. Ha condotto una battaglia culturale contro astrologia e superstizioni, definendole una vera e propria “Hiroshima culturale“.

Posizioni controverse e progetti internazionali

Non sono mancate le posizioni controverse: Zichichi ha criticato la teoria dell’evoluzione darwiniana e ha messo in dubbio il legame tra cambiamento climatico e attività umana, suscitando reazioni nella comunità scientifica.

Nel 1986 ha fondato il World Lab, un’associazione con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica nei Paesi in via di sviluppo, insieme al fisico Isidor Isaac Rabi, promuovendo la scienza come strumento di progresso globale.

La sua scomparsa rappresenta la fine di un’epoca per la fisica italiana, segnando l’addio a un ricercatore, accademico e divulgatore che ha lasciato un segno profondo nel panorama scientifico nazionale e internazionale.