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Laura Pausini e l’Inno, adesso interviene anche Vasco Rossi: cosa ha detto!

La serata inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina ha acceso un dibattito che va ben oltre lo sport. A catalizzare l’attenzione è stata l’interpretazione dell’Inno di Mameli affidata a Laura Pausini, finita rapidamente sotto la lente di una parte del pubblico online. In molti hanno giudicato la sua esecuzione troppo personale e distante dalla solennità tradizionale, dando il via a una valanga di commenti sui social. Nel giro di poche ore Instagram, X e TikTok si sono riempiti di critiche e prese di posizione, tanto da spingere lo staff della cantante a limitare i commenti per contenere la polemica.

Mentre in Italia il clima si faceva sempre più acceso, dall’estero arrivavano reazioni di segno opposto. Tra queste, il gesto di Celine Dion, che ha mostrato apprezzamento lasciando un like al post dedicato alla performance in mondovisione. Anche diversi media internazionali hanno sottolineato la forza vocale e l’impatto emotivo dell’esibizione, creando un netto contrasto con le discussioni interne. In questo contesto si è inserito anche Vasco Rossi, che ha scelto di esprimere pubblicamente la sua vicinanza all’amica con un commento semplice ma diretto sotto un video: “Meravigliosa Laura”, accompagnato da un cuore azzurro. Un messaggio letto da molti come un segnale di sostegno contro il clima di ostilità che circonda l’artista, anche in un momento segnato dall’uscita del suo ultimo album di cover.

Di fronte all’ondata di reazioni, Laura Pausini ha deciso di intervenire in prima persona, rompendo il silenzio con parole cariche di amarezza ma anche di consapevolezza. La cantante ha allargato il discorso, trasformando l’episodio in una riflessione più ampia sul modo in cui in Italia si tende a giudicare il successo. “In Italia sembra che ogni volta che qualcuno porta a casa qualcosa di importante si debba trovare per forza un difetto. Pensiamo a Sinner”, ha dichiarato, richiamando l’attenzione su una dinamica che, a suo dire, si ripete ciclicamente.

Nel suo sfogo, l’artista ha ricordato come spesso il riconoscimento venga messo in secondo piano rispetto a dettagli marginali. “Così succede anche per i premi. Nella stessa settimana in cui ne portavo a casa uno, nessuno parlava del premio: si parlava del fatto che avevo la calza rotta, o che avevo un accappatoio”, ha spiegato, evidenziando una tendenza che finisce per svuotare di significato i traguardi raggiunti. Il racconto si chiude con una considerazione ancora più amara sul rapporto tra successo e percezione pubblica: “Quando mi hanno detto che avrei ricevuto un premio dalle mani del Papa, all’inizio non ci credevo e non volevo. In Italia, spesso i premi portano più odio che gioia”.