Con L’incertezza del domani, Gian Andrea Cerone torna nella Milano del commissario Mario Mandelli e dell’Unità di Analisi del Crimine Violento. Nel quinto capitolo della serie, un assassino ribattezzato “il Regista” prende di mira figure note del mondo digitale e trasforma ogni omicidio in una rappresentazione da diffondere in rete.
L’intuizione è potente perché la violenza non resta sulla scena del crimine: viene filmata, montata e consumata come un contenuto. Cerone non demonizza la tecnologia, ma osserva il bisogno di visibilità, la dipendenza dal consenso e la facilità con cui un’identità pubblica può diventare una gabbia.
Due indagini, una sola inquietudine

Mentre la squadra tenta di anticipare il Regista, un secondo pericolo si avvicina a Mandelli. Una figura chiamata “l’Aracnide” lo segue nell’ombra, fino a colpirlo durante una passeggiata ai giardini di Porta Venezia. Da quel momento il romanzo procede lungo due linee investigative, sostenute da una tensione crescente.
L’agguato al commissario altera gli equilibri del gruppo e costringe i personaggi a reagire alla possibile perdita del proprio punto di riferimento. Mandelli resta il centro morale della storia anche quando non può guidare direttamente l’indagine, mentre la squadra mostra una coesione costruita nei libri precedenti.
Milano tra vecchi crimini e nuove minacce

Dal Bosco Verticale ai viali di Porta Venezia, Milano appare riconoscibile ma mai ridotta a una cartolina. I suoi luoghi diventano il terreno d’incontro tra vecchie ombre criminali e nuove forme di potere digitale. L’ambiente urbano contribuisce all’atmosfera, restituendo una metropoli elegante, dinamica e vulnerabile.
La scrittura alterna azione, dialoghi e passaggi intimi con sicurezza. Il ritmo è sostenuto e i capitoli invitano a proseguire, mentre i personaggi conservano una fisionomia precisa. L’abbondanza di piste può richiedere attenzione a chi non conosce la serie, ma l’intreccio resta coerente e i colpi di scena nascono dall’evoluzione dell’indagine.
Un thriller che interroga il lettore
Il merito principale del romanzo è usare il noir per parlare del presente. Social network, podcast, algoritmi e intelligenza artificiale entrano nella vicenda senza trasformarla in una lezione. Servono a riflettere sul confine sempre più fragile tra realtà e rappresentazione, informazione e manipolazione, libertà personale e condizionamento collettivo.
L’incertezza del domani è un thriller solido, teso e ricco di umanità. Soddisfa chi cerca un’indagine complessa, ma offre anche una lettura critica della società dell’esposizione permanente. Cerone conferma di saper unire costruzione narrativa e attenzione psicologica, lasciando una domanda che continua a lavorare dopo l’ultima pagina: quanto controllo abbiamo davvero sul racconto della nostra vita e sul futuro che crediamo di costruire?
Scheda del libro
Titolo: L’incertezza del domani
Autore: Gian Andrea Cerone
Editore: Guanda
Collana: Guanda Noir
Anno: 2026
Genere: giallo, noir
Pagine: 320