
Un romanzo che svela un edificio di stanze cariche di ricordi, emozioni sospese e un’anima generazionale smarrita. “Civico 27” di Nicola Evangelista, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, non è solo una storia ma un’esperienza emotiva profonda, che invita a riflettere sulle relazioni finite e sul vuoto lasciato dalle cose incompiute.
Nicola Evangelista arriva al Salone del Libro di Torino con un’opera prima pubblicata da Pathos Edizioni, destinata a lasciare il segno. Dal 14 al 16 maggio, l’autore incontrerà il pubblico per firmare copie e dialogare sulle sfumature del suo romanzo. La frase di José Saramago che apre il libro, “Ciò che chiamiamo caos è soltanto un ordine che non comprendiamo ancora.”, introduce un racconto che non segue una trama lineare, ma piuttosto costruisce un universo di emozioni e ricordi attraverso le stanze di un edificio immaginario.
Ogni porta del “Civico 27” dischiude un frammento di vita, un amore interrotto, una perdita irrisolta, una notte che torna a bussare alla memoria. Evangelista trasforma la casa in una metafora potente dell’anima contemporanea, un luogo dove il tempo si sfalda e la memoria si fa tangibile.
Il romanzo richiama le suggestioni di grandi autori come Haruki Murakami, Marguerite Duras e Pier Paolo Pasolini, ma costruisce una voce originale, fatta di immagini sensoriali e dettagli intimi: un odore che riemerge, una luce all’alba, il rumore della notte. La narrazione si snoda tra Focene, la nebbia di Coccia di Morto e ville illuminate da luci stroboscopiche, tracciando il ritratto di una generazione segnata da dipendenze emotive, solitudini invisibili e relazioni consumate troppo in fretta.
Questa dimensione generazionale è al cuore di “Civico 27”: giovani che si muovono tra eccessi e connessioni veloci senza trovare un punto fermo nell’esistenza. La seconda parte del libro si concentra sul tema del vuoto lasciato dalle cose incompiute, sulle persone che abitano dentro di noi anche quando sembrano sparite, trasformando il dolore in immagini dense e riconoscibili.
Partecipare al Salone Internazionale del Libro rappresenta per Evangelista un momento cruciale. Dopo un percorso tra cinema, nightlife e organizzazione eventi, la narrativa diventa il punto d’arrivo di un viaggio umano e professionale. Il suo background nel counseling psicologico emerge chiaramente nella scrittura, che nasce dall’ascolto delle assenze e delle inquietudini interiori.
“Civico 27” si propone così come un invito a rallentare, a fermarsi in un tempo dominato dalla superficialità e dalla velocità delle relazioni. È un richiamo potente a riconoscere quei luoghi interiori che non abbandoniamo mai, anche quando crediamo di averli dimenticati.
Per chi segue la nuova narrativa italiana e cerca opere che parlino con autenticità delle fragilità contemporanee, “Civico 27” si presenta come un appuntamento imprescindibile. Il Salone di Torino sarà la cornice ideale per scoprire una voce che racconta il vuoto, la memoria e l’emozione con una forza narrativa rara e coinvolgente.
