
Nel cuore di Anguillara Sabazia, la tragedia di una famiglia si è trasformata in un dolore che travolge un’intera comunità. Un bambino di dieci anni ha perso la madre in circostanze drammatiche, con il padre detenuto e un futuro incerto davanti a sé. In questo contesto di ferite profonde, emerge una lettera scritta dal carcere, un messaggio che ancora non può raggiungere il suo destinatario.
Il femminicidio di Federica Torzullo, un colpo al cuore di Anguillara
La notte dell’8 gennaio ha segnato per sempre la vita di Federica Torzullo, ingegnere di 41 anni, brutalmente uccisa dal marito Claudio Carlomagno. Secondo quanto comunicato dagli inquirenti, il corpo è stato ritrovato dopo giorni di ricerche, sepolto in un terreno di proprietà dell’uomo in un canneto. L’autopsia ha rivelato almeno ventitré coltellate, configurando l’omicidio come un femminicidio aggravato da una violenza estrema.
Claudio Carlomagno è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Le forze dell’ordine ipotizzano un tentativo di nascondere il corpo per ostacolare le indagini, un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di dramma alla vicenda.
La lettera dal carcere e la distanza emotiva
Detenuto nel penitenziario di Civitavecchia, Claudio Carlomagno ha scritto una lettera indirizzata al figlio di dieci anni. Il contenuto resta, al momento, segreto e non è stato consegnato al minore, una scelta motivata dalla tutela psicologica del bambino, come confermato dall’avvocato Andrea Miroli. Quest’ultimo ha sottolineato che un incontro fra padre e figlio in carcere appare al momento impensabile, sottolineando la distanza emotiva e concreta che separa oggi il bambino dalla figura paterna.
Questa lettera, fragile e dolorosa, rappresenta un tentativo di spiegare l’inspiegabile, ma per ora rimane custodita, lontana da chi potrebbe riceverla, in attesa di tempi più adatti e di un percorso di protezione adeguato per il bambino.

Il ruolo del Tribunale e la rete di protezione per il minore
Il Tribunale per i minorenni di Roma ha preso in carico la delicata situazione, nominando tutore legale il sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo. È stato disposto inoltre l’affidamento temporaneo del bambino ai nonni materni, mentre si valuta l’eventuale coinvolgimento di una zia materna per garantire stabilità e protezione.
Questo percorso di tutela evidenzia l’importanza di una rete attenta e consapevole, capace di proteggere un minore da traumi che rischiano di segnare per sempre la sua vita, mantenendo un equilibrio tra giustizia e umanità.

Un dramma che tocca tutta la comunità
Anguillara Sabazia si trova oggi a fare i conti con un dolore che travalica la cronaca nera, diventando una ferita collettiva. Mentre la giustizia continua a ricostruire i fatti e le istituzioni lavorano per garantire la tutela del bambino, la lettera dal carcere rimane un oggetto sospeso, simbolo di una verità che ancora non può essere svelata.
Una storia che parla di perdita, fragilità e della necessità di proteggere chi, più di tutti, ha bisogno di un futuro sereno. E mentre si attendono nuovi sviluppi, la comunità resta vigile, consapevole che dietro ogni notizia ci sono volti e sentimenti reali.