
Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, genitori di Claudio Carlomagno, reo confesso dell’omicidio di Federica Torzullo, sono stati trovati morti per impiccagione nella loro abitazione di via Tevere 25, ad Anguillara Sabazia. Il doppio suicidio è avvenuto il 24 gennaio 2026, segnando una dolorosa conclusione a una vicenda giudiziaria che ha scosso profondamente la comunità locale.
Il figlio Claudio ha ammesso di aver ucciso la moglie, Federica Torzullo, di 44 anni, infliggendole 23 coltellate il 9 gennaio 2026. Da allora, i genitori sono stati travolti da una spirale di dolore, isolamento e vergogna, culminata nella tragica decisione di togliersi la vita.
Dopo la confessione di Claudio, Pasquale, imprenditore edile, si è quasi completamente ritirato dalla vita pubblica, mentre Maria, ex poliziotta e assessora alla Sicurezza del Comune di Anguillara, è stata vista uscire di casa travisata da occhiali scuri e parrucca nel tentativo di sfuggire a giornalisti e curiosi.

Fonti citate da Repubblica descrivono la coppia come «due fantasmi», oppressi dal giudizio pubblico e dall’ostilità crescente sui social network, dove insulti e commenti feroci hanno aggravato il loro isolamento.
Maria aveva accompagnato il figlio in caserma il 9 gennaio per denunciare la scomparsa di Federica, ospitandolo poi dopo il sequestro della villetta coniugale. Questo gesto ha suscitato sospetti, anche se non sono state avanzate accuse formali nei suoi confronti.
Il 18 gennaio, dopo il ritrovamento del corpo di Federica sepolto nei terreni vicini alla ditta di scavi di famiglia, Maria ha inviato un messaggio ai consuoceri Torzullo, scrivendo: «Scusate per quello che ha fatto nostro figlio».

Pochi giorni dopo ha rassegnato le dimissioni da assessora, senza rendere pubblica la lettera ufficiale. Nel frattempo, la pressione mediatica e sociale non è diminuita, con commenti offensivi che hanno colpito duramente Maria.
Frasi come «Hai generato un pezzo di m…» sono state riportate da testimoni e conoscenti, indicando un clima di ostilità che, secondo chi li conosceva, ha avuto effetti devastanti sulla coppia.
Sul piano giudiziario rimangono ancora alcuni punti da chiarire. Il furgone di Pasquale è stato ripreso vicino alla casa del figlio alle 7:08 del 9 gennaio, durante l’omicidio. È stato visto citofonare più volte senza ottenere risposta, per poi allontanarsi alle 7:17.
Gli investigatori stanno approfondendo questi dettagli per fare luce definitiva su questa dolorosa vicenda.