
La città di Viterbo si stringe nel dolore per la perdita di una figura chiave della sua storia recente. Francesco Pio Marcoccia, ex sindaco e architetto visionario, ha lasciato un’impronta indelebile nel tessuto urbano e culturale della Tuscia. Il suo ricordo affiora oggi nei cuori di chi ha seguito il suo percorso con ammirazione e affetto.
Nato a Perugia nel 1946, Marcoccia scelse Viterbo come sua casa dopo la laurea in Architettura, iniziando un cammino che lo avrebbe portato a diventare un punto di riferimento per la città. La sua carriera politica si sviluppò all’interno della Democrazia Cristiana, partito con cui venne eletto consigliere comunale nel 1975, segnando l’inizio di un impegno duraturo.
Nel 1986 assunse la carica di sindaco di Viterbo, guidando la città attraverso un periodo di trasformazioni significative. Le sue politiche urbanistiche e culturali contribuirono a valorizzare il patrimonio storico, con interventi mirati al recupero del centro storico e alla pianificazione di uno sviluppo sostenibile.

Dopo l’esperienza da primo cittadino, Marcoccia continuò a servire la sua comunità come consigliere provinciale, per poi dedicarsi alla professione di architetto e imprenditore. Anche negli ultimi anni, lontano dai riflettori, seguiva con passione le vicende cittadine, partecipando recentemente a eventi istituzionali di grande rilievo.
La sua scomparsa ha suscitato un’ondata di cordoglio in tutta la provincia, con messaggi di stima e riconoscenza da parte di istituzioni e cittadini. Francesco Pio Marcoccia viene ricordato non solo come un amministratore capace e appassionato, ma come un uomo che ha amato profondamente Viterbo e la sua gente, lasciando un segno indelebile nella sua storia.