
Un dolore arrivato all’improvviso, con una violenza mai sperimentata prima, poi il malore e ore senza coscienza. A Cuba Alessandro Di Battista sta affrontando un momento delicato, seguito con apprensione dalla famiglia e da chi lo conosce da anni. È di nuovo lucido, ha potuto parlare al telefono e affidare qualche parola ai social, ma la diagnosi non è stata resa pubblica e il quadro richiede ancora prudenza.
L’ex deputato del Movimento 5 Stelle è stato inizialmente ricoverato a Santa Clara, quindi trasferito all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana. Le notizie disponibili riferiscono di un improvviso e violentissimo mal di testa, seguito dalla perdita di coscienza per alcune ore. Dopo il risveglio, Di Battista avrebbe risposto alle domande dei medici e mantenuto contatti con l’esterno.
Il punto che ha richiamato l’attenzione degli specialisti non è il comune mal di testa, una condizione che riguarda milioni di persone, ma la successione dei sintomi descritti: un dolore nuovo, rapidissimo nella crescita e associato a un’alterazione dello stato di coscienza. Su queste sole informazioni Piero Barbanti, direttore dell’Unità Cefalee e Dolore dell’Irccs San Raffaele di Roma, ha offerto ad Adnkronos Salute una spiegazione generale, senza formulare diagnosi sul caso specifico.

Tra le condizioni che in ospedale devono essere escluse con urgenza c’è la cosiddetta cefalea a rombo di tuono, o thunderclap headache: un dolore che raggiunge il picco in pochissimo tempo. Come ha spiegato Barbanti, questa modalità di esordio è diversa dall’emicrania abituale e rende necessari esami approfonditi per comprenderne l’origine. Le condizioni di Di Battista e il trasferimento all’Avana sono stati riportati anche da RaiNews.
In presenza di una cefalea improvvisa e molto intensa, i neurologi valutano anche la possibilità di un’emorragia subaracnoidea, che può essere legata alla rottura di un aneurisma. Si tratta di una dilatazione anomala della parete di un’arteria: se si rompe, il sangue può diffondersi nello spazio che circonda il cervello e irritare le meningi, provocando un dolore particolarmente violento.
È essenziale, però, distinguere la spiegazione medica generale dalle notizie sul ricovero dell’ex parlamentare. Non sono stati divulgati elementi clinici che permettano di affermare quale sia stata la causa del malore di Di Battista. Anche il riferimento alla possibile “cefalea sentinella”, un dolore insolito che in alcuni casi può precedere un sanguinamento più importante, resta dunque un’informazione utile a comprendere il lavoro dei medici, non un riscontro sul suo caso.
Dopo il ricovero sarebbero stati eseguiti diversi accertamenti, compresa una Tac. In situazioni neurologiche acute, questo esame consente di verificare la presenza di eventuali sanguinamenti o altre anomalie intracraniche; controlli ripetuti possono inoltre servire a seguire l’evoluzione di un quadro clinico. La loro esecuzione, tuttavia, non chiarisce da sola quale diagnosi sia stata formulata.
All’Avana è arrivata un’équipe del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma per affiancare i sanitari cubani e valutare le condizioni dell’ex deputato. Il governo italiano ha messo a disposizione un volo sanitario, ma ogni eventuale trasferimento dipenderà dalla stabilità del paziente e dal giudizio dei medici. Secondo quanto riferito da ANSA, nelle ultime ore Di Battista ha parlato anche con il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
In un quadro che resta serio, il recupero della coscienza e della lucidità rappresenta il dato più incoraggiante. Di Battista ha risposto ad alcuni messaggi ricevuti sui social e, a chi gli ha augurato di tornare presto, ha scritto: «Ce la metterò tutta». Tajani lo ha descritto come combattivo, nonostante il ricovero e la distanza da casa.
All’Avana è arrivata anche la compagna Sahra Lahouasnia. Per ora, oltre le parole di vicinanza e quel breve messaggio affidato al telefono, resta la necessità di attendere comunicazioni mediche ufficiali. Il mal di testa che ha preceduto il malore è un elemento significativo e giustifica tutta l’attenzione degli specialisti, ma sulle cause e sui tempi del rientro in Italia ogni conclusione sarebbe prematura.