
Con un clima politico sempre più teso e una partecipazione elettorale stimata intorno al 58%, le prossime elezioni sembrano aprire uno scenario incerto e combattuto come non accadeva da anni. Il testa a testa tra le principali coalizioni di centrodestra e centrosinistra si fa più acceso, con distacchi minimi che alimentano dubbi e aspettative in tutta Italia.
Secondo l’ultimo sondaggio dell’Osservatorio Emg, la coalizione guidata da Giorgia Meloni, composta da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, si attesta complessivamente al 45% dei consensi, un dato solido ma in lieve calo rispetto alle previsioni di inizio legislatura. Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 26,9%, un risultato che conferma la leadership della premier ma rappresenta uno dei livelli più bassi degli ultimi anni.
Forza Italia mantiene il 9%, nonostante le tensioni interne, mentre la Lega di Matteo Salvini scende al 7,8%, sotto il già deludente risultato delle ultime elezioni. Noi Moderati, con l’1,3%, completa una coalizione che resta competitiva, ma non più dominante come in passato.

Dall’altra parte, la coalizione di centrosinistra – che include Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa – si attesta al 44,4%, a soli mezzo punto percentuale di distanza dal centrodestra. Un distacco che rientra nel margine di errore e che rende il quadro politico più incerto che mai.
Il Partito Democratico si mantiene stabile al 22,2%, un dato leggermente inferiore al 24% delle europee, ma superiore al 19% delle politiche del 2022. Il Movimento 5 Stelle è al 12,1%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra registra una crescita significativa, raggiungendo il 6,1%. Italia Viva e +Europa si posizionano rispettivamente al 2,4% e all’1,6%, con la possibilità di presentarsi uniti, un elemento potenzialmente decisivo in un confronto così serrato.

Il ruolo degli outsider e l’incognita astensionismo
Fuori dalle coalizioni principali, l’area centrista e sovranista potrebbe giocare un ruolo chiave. Azione di Carlo Calenda rimane stabile al 3%, mentre il Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin si attesta all’1,8%. La novità è rappresentata da Futuro Nazionale, la formazione di Roberto Vannacci, stimata al 2,9% con consensi provenienti da Fratelli d’Italia, Lega e dall’area dell’astensione.
Proprio l’astensionismo resta la variabile più grande e meno prevedibile, capace di influenzare e forse ribaltare l’intero quadro politico. Con oltre un anno alle urne, il voto del 2027 si preannuncia come una sfida drammatica, ricca di sorprese e colpi di scena.