
Un pomeriggio di fine estate può cambiare volto in pochi minuti, quando il cielo si fa opaco, l’odore del fumo entra nelle case e le sirene rompono un silenzio che sembrava immutabile. Ad Arzana, in Ogliastra, le fiamme hanno costretto famiglie e persone fragili a lasciare le proprie abitazioni. Per ore, davanti all’avanzata del rogo, la priorità è stata una sola: mettere tutti al sicuro.
L’incendio è divampato nelle aree boschive vicine al paese e, alimentato dal vento, si è avvicinato al centro abitato. Il fronte del fuoco ha interessato boschi e macchia mediterranea, creando una situazione di forte preoccupazione per i residenti delle campagne e della periferia di Arzana, comune della provincia dell’Ogliastra.
Di fronte al peggioramento dell’emergenza, il sindaco Angelo Stochino ha disposto un’ordinanza urgente di evacuazione per oltre cento persone. Tra loro ci sono anche sessanta ospiti di una struttura protetta che accoglie pazienti psichici, trasferiti in via precauzionale per sottrarli al rischio legato alla vicinanza delle fiamme e al fumo denso.
L’allontanamento ha riguardato anche gli abitanti delle case sparse nelle campagne circostanti e alcune famiglie che vivono ai margini del paese. Una misura necessaria in un momento particolarmente delicato, segnato dalla rapidità con cui il rogo si è esteso e dall’esigenza di mantenere libere le vie utili ai soccorsi.

Il primo cittadino ha descritto il quadro come drammatico, mentre sul territorio si concentravano uomini e mezzi impegnati a proteggere le persone e gli edifici più esposti. Come riportato dall’amministrazione regionale sarda, durante la stagione degli incendi il coordinamento tra squadre a terra e flotta aerea è decisivo soprattutto nelle aree in cui vegetazione, vento e alte temperature possono rendere più difficile il contenimento delle fiamme.
Per contrastare l’incendio sono intervenuti tre Canadair, compreso un velivolo richiesto durante la fase di maggiore pericolo, due elicotteri Super Puma e tre mezzi leggeri della flotta regionale antincendio. Dall’alto sono stati effettuati lanci d’acqua sui punti più critici, mentre a terra proseguiva il lavoro delle squadre impegnate nel contenimento del fronte.
La mobilitazione racconta la gravità di un’emergenza che ha sconvolto una comunità intera, ma anche la necessità di gestire ogni passaggio con prudenza, a partire dall’evacuazione delle persone più vulnerabili. Restano le ore di tensione, il rumore dei velivoli sopra il paese e l’attesa per il ritorno alla sicurezza: quella normalità che, davanti al fuoco, diventa improvvisamente il desiderio più urgente.