Una rapina in banca sembrerebbe una faccenda abbastanza semplice: c’è un ladro, ci sono degli ostaggi e, possibilmente, c’è un bottino. Ma quando a raccontarla è Benjamin Stevenson, è meglio prepararsi a mettere in discussione ogni certezza.
In Tutti in questa banca sono ladri, pubblicato da Feltrinelli, lo scrittore australiano riporta sulla scena Ernest Cunningham, protagonista dei suoi gialli precedenti, e lo coinvolge in una vicenda che mescola mistero, ironia e una buona dose di caos.
Un prestito, una scomparsa e una rapina

Ernest si trova alla Huxley Bank insieme a Juliette per chiedere un prestito. I due stanno organizzando il matrimonio, i soldi scarseggiano e lui vorrebbe aprire una vera agenzia investigativa.
Il direttore della banca, Winston Huxley, sembra disposto ad aiutarlo, ma gli chiede prima un favore: ritrovare il fratello Edward, scomparso da trentasei ore. Edward è il responsabile della sicurezza e l’unica persona a conoscere il nuovo codice del caveau.
Ernest non ha il tempo di decidere che cosa fare. Un rapinatore mascherato entra in azione e la banca si chiude: nessuno può entrare e nessuno può uscire. Quando arriva anche un omicidio, tutti i presenti diventano sospettati. E la situazione si complica ulteriormente, perché il rapinatore non è l’unico ad avere qualcosa da rubare.
Un mistero in cui tutti nascondono qualcosa
La trovata più intrigante del romanzo è l’idea di concentrare in uno spazio chiuso persone con obiettivi diversi, mettendo Ernest davanti a una serie di domande che si intrecciano tra loro. Chi ha organizzato un furto? Che cosa vuole portare via? E quale segreto potrebbe essere abbastanza importante da spingere qualcuno a uccidere?
La banca diventa così il luogo ideale per un giallo fatto di sospetti e false piste. Il lettore è invitato a osservare i personaggi e a cercare un senso nei loro comportamenti, sapendo però che una spiegazione apparentemente convincente potrebbe nascondere solo una parte della verità.
È proprio questo gioco a rendere la premessa divertente: non basta individuare chi si comporta in modo sospetto, perché in una banca piena di ladri quasi tutti hanno un motivo per farlo.
Ernest Cunningham, un investigatore fuori dagli schemi
A tenere insieme il mistero c’è Ernest, investigatore imperfetto e narratore che affronta anche le situazioni più complicate con ironia. La sua presenza dà alla storia un tono leggero, pur lasciando spazio alla tensione di una vicenda in cui il pericolo è concreto.
Stevenson parte dagli ingredienti del giallo classico — uno spazio chiuso, un gruppo di possibili colpevoli e un delitto da risolvere — e li usa per costruire un enigma che invita a giocare con le aspettative del lettore.
La quantità di personaggi e di trame che si sovrappongono richiede attenzione: chi cerca una storia lineare potrebbe trovarsi a dover riordinare più volte gli indizi. Per chi ama fare ipotesi e cambiare idea durante la lettura, invece, è parte del piacere.

A chi piacerà questo libro?
Tutti in questa banca sono ladri è una lettura da prendere in considerazione se amate i gialli ambientati in luoghi chiusi, i sospettati con molti segreti e le storie che alternano mistero e ironia.
È anche un’occasione per ritrovare Ernest Cunningham in una situazione nuova, dove la domanda non è soltanto chi sia il colpevole, ma anche quanti piani diversi si nascondano dietro le porte della Huxley Bank.
Una rapina, insomma, può diventare molto più complicata quando tutti hanno qualcosa da nascondere.
