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Roberto Vecchioni, scrivere “Canzoni” con il fuoco dell’ispirazione

di Domenico Cacciola

È appena uscita in libreria, edita da Bompiani, una corposa raccolta di testi e riflessioni del cantautore milanese

Si può essere poeti e raccontare coi versi. Si può essere anche professori di greci e latino e spiegarli quei testi e raccontare come nascono, da quale urgenza provengono, infine quale storia ci raccontano. Si può essere poeti, certo, ma se ad esserlo sei Vecchioni, viene meglio. È appena uscito fresco fresco di stampa CANZONI edito da Bompiani (pagine 360, Euro 18) un corpus da divorare tutto d’un fiato sulla storia dei versi da leggere e cantare scritto dal cantautore –professore Roberto Vecchioni. Nato a Milano, nel 1943 è uno dei maestri della canzone d’autore in Italia. È stato professore di greco e latino per molti anni, oggi insegna Forme di poesia in musica all’Università di Pavia. Ha pubblicato più di venti album con milioni di copie vendute, ed è anche autore di libri di successo, di cui ricordiamo tra i più recenti La vita che si ama. Storie di felicità (Einaudi, 2016) e Lezioni di volo e di atterraggio (Einaudi, 2020). È l’unico artista ad aver vinto il Premio Tenco (1983), il Festivalbar (1992), il Festival di Sanremo (2011) e il Premio Mia Martini della critica (2011)

“Non è un’opera, – scrive l’autore – non è un film, non è un romanzo; somiglia più propriamente a un quadro o a un racconto breve. È un’annotazione, la fotografia di uno stato d’animo, un’urgenza descrittiva che ti pulsa dentro e non puoi più fare ameno di liberare. È la forma canzone”.

Da questa partenza del pezzo chiuso, il cantautore milanese ci spiega come sin dai tempi antichi esso si chiami canzone e di come questa forma non solo di intrattenimento quanto di vera e propria nobile arte, “abbia raccolto in sé le emozioni intime ed i racconti corali dell’umanità” E ancora, leggiamo nelle note rilasciate in presentazioni da Bompiani: e poi allarga lo sguardo, percorre la lunga strada che la canzone ha compiuto nei scoli, fino ad arrivare al Novecento, al cabaret, al Club Tenco, alle canzoni d’urgenza, scritte per altri, allo sgattaiolare tra i sentimenti comuni che tante canzonette portando dentro di sé ma anche al fuoco dell’ispirazione che è fatica, ossessione, amorosa dedizione.

Ma non fatevi trarre in inganno: non sono solo canzonette citando un altro celebre cantautore, sono perle di raro ed inestimabile valore. Ma Roberto Vecchioni non è solo in questo suo viaggio tra le parole ed i sentimenti e le verità buie e illuminate della vita: lo accompagnano due amici, Massimo Germini suo storico chitarrista e Paolo Jachia, classe 1958, docente di semiotica della letteratura e delle arti e teoria del linguaggio all’Università di Pavia (conduce anche un seminario sull’industria culturale contemporanea presso l’Università Bicocca di Milano), dove Vecchioni ha tenuto alcuni cicli di lezioni.

Massimo Germini, classe 1962 è anche compositore, cultore della musica italiana d’autore, suonatore di strumenti etnici a corda. Va ricordato che ha lavorato con artisti quali Grazia Di Michele, Rossana Casale, Kaballà, Nicola Di Bari, Van De Sfroos, Susanna Parigi, Cecilia Chailly, Giorgio Faletti e molti altri.

Infine non abbiamo altre parole per convincervi alla lettura se non quelle dell’ufficio stampa che facciamo nostre poiché precise ed esaustive: “questo libro racchiude la densissima riflessione di Roberto Vecchioni sulla canzone e sul suo inestricabile intrecciarsi con la vita. E al tempo stesso è una preziosa auto antologia dei testi più significativi di cinquant’anni di musica, Dentro i miti, gli inganni, gli amori di canzoni che abbiamo ascoltato con emozione impariamo a scorgere la poetica musicale e letteraria, il lavoro nell’ombra del poeta che anche quando il buio si fa fitto non rinuncia a trovare parole per cantare”.

Insomma, un libro per tutti, fan e non solo: per chi vuole scoprire un grande artista ed un grande poeta per la prima volta e per chi, come noi che abbiamo passato gli -anta, vogliono solo rinverdire con un dolce amarcord, un periodo della giovinezza che, come diceva il poeta, non tornerà mai più.

Roberto Vecchioni
Canzoni
Bompiani, 2021

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