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Eppure o e pure? Ecco come si scrive

Qual è la forma corretta? È una parola scritta in forma univerbata o le due parole rimangono staccate? Se vi siete mai posti queste domande ecco la risposta che vi eviterà di fare un brutto, seppur comune, errore grammaticale.

«le congiunzioni e gli avverbi costituiti da più unità distinte tendono a formare una sola parola quando il valore delle singole componenti diventa opaco per la coscienza linguistica comune» (dal Glossario curato da Giuseppe Patota nella grammatica Italiano di Luca Serianni – si tratta di una “garzantina”).

In alcuni casi è ammessa soltanto la forma univerbata (pertanto e non più per tanto). In altri, è possibile ricorrere sia alla forma univerbata sia a quella analitica (dimodoché e di modo che). In una terza tipologia, è consigliabile l’uso analitico (e poi rispetto a eppoi), specialmente negli usi scritti sorvegliati e in contesti che richiedono il rispetto della formalità. Nel caso nostro, oggi la congiunzione eppure non può che essere scritta univerbata, anche se in passato o in tempi relativamente recenti era ammessa la forma analitica originaria e pure.

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