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Ricordando Peppino Impastato: Le sue poesie più belle

Peppino Impastato fu assassinato il 9 maggio 1978 da Cosa Nostra per aver denunciato i crimini mafiosi attraverso la radio da lui fondata nel 1977, Radio Aut. Nel giorno dell’anniversario della sua morte, ricordiamo l’uomo che si è opposto alla mafia attraverso una delle sue affermazioni più significative. A lui si ispira il film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana. 

Poesie di Peppino Impastato

Ricordiamo l’uomo che si è opposto alla mafia rileggendo le sue poesie, poesie che parlano di semplicità e di inquietudini, di strade bagnate dalla pioggia e di nubi di fiato rappreso.

Sulla strada bagnata di pioggia
si riflette con grigio bagliore
la luce di una lampada stanca:
e tutt’intorno è silenzio.

Il cuore batte con l’orologio,
il cervello pulsa nella strada:
amore e odio
pianto e riso.
Un’automobile confonde tutto:
vuoto assoluto.
Era di passaggio.

Nubi di fiato rappreso
s’addensano sugli occhi
in uno stanco scorrere
di ombre e di ricordi:
una festa,
un frusciare di gonne,
uno sguardo,
due occhi di rugiada,
un sorriso,
un nome di donna:
Amore
Non
Ne
Avremo.

Fresco era il mattino
e odoroso di crisantemi.
Ricordo soltanto il suo viso
violaceo e fisso nel vuoto,
il singhiozzo della campana
e una voce amica:
“è andato in paradiso
a giocare con gli angeli,
tornerà presto
e giocherà a lungo con te”.

E’ triste non avere fame
di sera all’osteria
e vedere nel fumo
dei fagioli caldi
il suo volto smarrito.

Passeggio per i campi
con il cuore sospeso
nel sole.
Il pensiero,
avvolto a spirale,
ricerca il cuore
della nebbia.

Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.

Peppino Impastato, nato il 5 gennaio 1948 a Cinisi e morto il 9 maggio 1978 nella stessa città, è stato un attivista e giornalista italiano impegnato nella lotta contro la mafia. Fin da giovane, si scontrò con il padre, che aveva forti legami con la criminalità organizzata locale. Nel 1965 aderì al Partito Socialista Italiano e fondò il periodico L’Idea Socialista, mentre nei successivi anni si schierò al fianco delle classi meno abbienti, lottando per i loro diritti.

Nel 1975, Peppino creò il centro culturale Musica e Cultura e in seguito Radio Aut. Nel 1978 si candidò alle elezioni comunali come rappresentante di Democrazia Proletaria, ma venne assassinato nel mese di maggio con l’esplosione di una carica di tritolo che devastò il suo corpo. Peppino Impastato è noto soprattutto per la sua ferma denuncia delle attività criminali di Cosa Nostra.

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