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“Di chi è la colpa”: smettere di vivere cercando un colpevole per chi si

Letture Disobbedienti di Maurizio Donsanti

Il romanzo di Alessandro Piperno, “Di chi è la colpa” edito da Mondadori, è così bello che consiglio ai lettori di sbrigarsi a leggerlo e ad ascoltarlo.

Il protagonista vive insieme a un padre venerato, anche se responsabile dei debiti familiari, e una madre che simbolizza il principio dell’austerità morale e che nasconde con ostinazione il suo passato. Un giorno il protagonista (che nel romanzo rimane senza un nome) scopre che la madre appartiene a una famiglia ebraica, cosa che lei aveva sempre tenuto nascosto. Lui rimane ammaliato da questa famiglia ricca e esteriormente molto unita, vorrebbe farne parte ma nello stesso tempo sente di essere inesorabilmente lontano da quel mondo. Ne ammira il senso di appartenenza, che sembra contrassegnare quella famiglia e la comunità ebraica, e inizia a considerare i suoi genitori con spirito critico al punto di desiderare di essere qualcun altro in un altro contesto familiare.

Con una scrittura potente, Piperno ci porta così a riflettere sul senso di colpa, sul senso di appartenenza o di distacco, sull’innocenza perduta e l’impostura.

Un libro che interroga la coscienza di chi legge, frustando inesorabilmente il nostro senso di colpa per quella tendenza recondita di cercare un colpevole fuori da noi stessi per le nostre finzioni, costruite ad arte per fare aderire ostinatamente il nostro io al ruolo che la Vita ci ha assegnato, fingendo di essere chi non siamo.

È colpa di tutti, ma non mia. Allora, di chi è la colpa per le cose che vanno male? Non c’è un colpevole, le cose sono andate così. E forse l’unica redenzione, l’unica salvezza è vivere quello che siamo con ostinazione e consapevolezza, non è una colpa di nessuno esser vivi.

Alessandro Piperno
Di chi è la colpa
Mondadori, 2021

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