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Saggio erotico sulla fine del mondo, il disastro ambientale tra irriverenza e sarcasmo

Barbascura X, ricercatore chimico e youtuber, in questa commedia tragicomica racconta con sarcasmo e irriverenza il disastro ambientale del nostro tempo attraverso gli occhi di Rino Bretella, l’ultimo superstite umano, catapultato casualmente in un futuro molto lontano a causa di un’anomalia spazio-temporale avvenuta nella sua cucina. Un libro che è il manifesto autodistruttivo di una specie, la nostra.

A un certo punto della loro storia gli esseri umani hanno iniziato a percepire di aver tragicamente incasinato la situazione climatica del proprio pianeta. «Ma come mai nessuno ci ha avvisati prima?» chiesero spaesati in coro, mentre gli scienziati che nell’ultimo secolo avevano cercato di dare l’allarme si accingevano a prendere la rincorsa per tirare ceffoni sul collo all’urlo di «kivemmurt’». Poi arrivò una ragazzina svedese di 15 anni, tale Greta Thunberg, che organizzò uno sciopero e divenne icona mondiale della lotta ai cambiamenti climatici. «Ma allora siete stronzi!» urlarono gli scienziati. Qualche scettico tra la popolazione si chiese: «Ma perché fanno parlare lei e non parlano mai gli scienziati? Ci dev’essere qualcosa sotto». «Ma allora siete proprio stronzi» riurlarono gli scienziati, per poi accasciarsi in posizione fetale e morire annegati nelle proprie lacrime. Come è evidente, gli esseri umani sono degli erotomani dell’autodistruzione. Del resto sono i rappresentanti di una specie megalomane che vanta l’invenzione della bretella e delle palline antistress con la faccia di Nicolas Cage, ma soprattutto che è riuscita in pochi secoli a mettere in atto una crisi climatica (quasi) irreversibile.

Barbascura X

Di seguito un breve estratto del libro:

Non poté non notare che quella mattina era molto più buio di quanto si aspettasse. Era forse nuvoloso? Avrebbe dovuto aprire gli occhi per quello, ma era già un miracolo che fosse in piedi. Arrivò alla cassetta della posta ma ci trovò solo la bolletta della luce. La rimise dentro e si rincamminò verso casa. Entrò, chiuse la porta, sbadigliò… e poi di colpo realizzò qualcosa. Spalancò gli occhi e si bloccò tipo Windows 95 con più di tre finestre aperte. Aveva un’espressione di similparesi facciale. Aveva davvero visto quel che aveva visto? Sapeva di essere abbastanza rincoglionito da non potersi fidare dei suoi sensi. Si versò il caffè in una tazzina e si riaffacciò dalla porta. «Oh… ok.» Effettivamente il cielo era sparito.

C’era solo un grande, impressionante, buio cosmico. «Ah.» Era strano. Sembrava notte… ma una notte sbagliata. Non sembrava un cielo notturno. Era tutto troppo “vuoto”. Non una nuvola, non… la Luna. E dove diavolo erano le stelle? «Ah, lì ce ne sta una.» Ne aveva trovata una. Avrebbe potuto ritenersi soddisfatto, ma non poteva non domandarsi dove fossero finite le altre. S’erano fregati le stelle? «Questo è strano.» Ma “leggermente” più strano era quella specie di immenso burrone che circondava tutto il villettino. «Questo è leggermente più strano.» Lentamente, sorseggiando il caffè, si affacciò dal cancello dove tecnicamente avrebbe dovuto esserci la villa del suo vicino, Piero Tapparella. In effetti, la villa c’era, ma solo la facciata.

Il burrone attraversava il cortile di Piero tagliando la villa in modo da lasciarne intatto solo un lato, quello che guardava verso la proprietà di Rino. «Ok…» Sorseggiò ancora il caffè. Poi notò di aver pestato un foglio di carta. Lo raccolse e lesse.

Saggio erotico. Capitolo 47 “Qua si scioglie tutto”

Agli inizi del XXI secolo la concentrazione di CO2 nell’atmosfera aveva superato il valore impressionante di 415 parti per milione. Lo so, detta così pare una sciocchezzuola, una scarabuggia, una sbrinzellanzera. Ma, per capirci, parliamo di valori che non si registravano probabilmente da milioni di anni, da un’epoca in cui non esistevano bidet, deodoranti e nemmeno italiani. Capisco volersi ispirare alla moda del passato, ma così mi pare esagerato. I 19 anni più caldi mai registrati sono stati tutti successivi al 2000. Ormai sudavano pure le pietre. L’ultima volta in cui la temperatura media annuale era stata sotto la media era il 1976, dandoci un’ulteriore ragione per rimpiangere gli anni Settanta. E poi uno se la prende con gli stupefacenti.

La cosa ridicola è che a provocare questo scombussolamento è stata una singola specie megalomane. Il ritmo con cui il pianeta si sta scaldando è di circa 10 volte superiore rispetto alla “normalità”, e dato che il riscaldamento climatico non è democratico, si sta manifestando con più cattiveria proprio in quelle regioni in cui potrebbe fare più danni. Insomma, se può andare male, va peggio. È la versione infernale della legge di Murphy. Ad esempio, l’Artico si sta scaldando al doppio della velocità del resto della Terra, mentre tra la Groenlandia e l’Antartide si stanno fondendo circa 400 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno.

Lo sai quanto sono 400 miliardi di tonnellate? Sono quasi più pesanti di un film d’autore cecoslovacco con sottotitoli in bielorusso. E ovviamente questo si porta dietro tutta una serie di implicazioni. Negli ultimi 25 anni il livello dei mari è aumentato di 8 centimetri. Ma che te ne frega a te, mica abiti a Venezia. Anzi, se ti va bene, fra un poco ti ritrovi la spiaggia in salotto.

Barbascura X
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