in

Dove volano “le mosche”, viaggio al termine della disperazione umana

“Letture Disobbedienti” di Maurizio Donsanti

“Le Mosche” è un romanzo bellissimo, intarsiato da un autore sensibile e nello stesso tempo assai complesso. Emiliano Ereddia ci racconta una storia poco rassicurante e senza speranza sulle anime tormentate che l’hanno originata. Ci troviamo di fronte a un thriller coinvolgente, che omicidio a parte, racconta di misteri, poliziotti corrotti, violenza e tanto sangue. In realtà l’omicidio di Julian Massa è la scusa per parlare di molto altro.

Ma chi è Julian Massa? Lo troviamo già agonizzante mentre una mosca, si proprio una mosca, sorvola il suo corpo selvaggiamente assassinato. E da subito siamo prede di immagini potenti, il primo flash di un incubo nel quale affoghiamo la nostra speranza di salvezza. Julian vive in un sudicio appartamento di un decrepito palazzone, in uno dei tanti quartieri popolari di Roma.

Il fatto non è solo che  Julian Massa è morto, ma che contemporaneamente scompare la sua compagna, Amanda Kerr, figlia di Kevin Kerr, ambasciatore degli Stati Uniti e di suo figlio Kevin jr.
La pressione mediatica e politica sulle le forze dell’ordine diventa da subito insostenibile.

Bisogna sbrigarsi a trovare un colpevole, uno qualsiasi e che vada bene per la buona coscienza di tutti.
Fatalità vuole che nello stesso palazzo abiti pure tale Assenza che non è proprio uno stinco di santo. Un capro espiatorio perfetto per le indagini. Comincia la caccia all’uomo, ma Assenza si nasconde e inizia una sua personale indagine per trovare il vero responsabile tanto da venire scagionato.

Attorno a questi personaggi, si muove l’umanità cavernosa delle periferie degradate, insieme complice e innocente, da Francesina, che si arrabatta tra lo spaccio di droga e una soffiata alla polizia, ad Agata, infermiera tossicomane che colloquia coi morti, fino al meschino giornalista Mainenti, oggetto dei depistaggi della polizia e delle rivelazioni di un ambiguo ed oscuro informatore: un crocevia di destini che dà vita a una groviglio senza  fine di segreti e degradazione, in cui, come  le mosche in trappola, hanno tutti qualcosa da nascondere o da farsi perdonare.

Ereddia è stato abile nell’aver creato una vigorosa rosa di personaggi. E lo fa con un linguaggio serrato, forte e che graffia l’anima, ma che non perde mai l’innocenza. Con una scrittura straripante e, in cui ogni particolare e ogni avvenimento si svelano nella loro crudele puntualità. Emiliano Ereddia realizza un thriller seducente e senza scampoLe mosche sono gli sconfitti, coloro che vivono dove il giusto e l’ingiusto si attorcigliano tra di loro, in spazi dove non c’è perdono né redenzione, perdendo ogni limite, ogni possibilità.

Emiliano Ereddia
Le mosche
Editore Il Saggiatore

Come la natura cura la mente, alla scoperta di un legame profondo

L’Afghanistan di ieri e di oggi nei romanzi di Khaled Hosseini